Un mondo senza malaria entro il 2050. Missione ambiziosa, ma possibile

Il rapporto

Un mondo senza malaria entro il 2050. Missione ambiziosa, ma possibile

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N mondo, nel 2017, si sono verificati 219 milioni di casi di malaria e 435 mila morti a causa dell'infezione. 
di redazione

2050, addio malaria. Una missione ambiziosa, ma possibile.  E necessaria. Realizzabile nell’arco di tempo di una generazione. 

Così i 41 esperti di salute pubblica della Lancet Commission on Malaria Eradication  accorciano le distanze da un traguardo che solamente un mese fa l’Oms aveva definito di “proporzioni epiche”: liberare il mondo dalla malaria entro il 2050. 

Epiche perché a oggi la malaria è tutt'altro che all'angolo: nel mondo, nel 2017, si sono verificati 219 milioni di casi e 435 mila morti a causa dell'infezione. 

Ma gli esperti credono che confinare nel dimenticatoio la malattia sia possibile grazie a un piano d’azione prevede tre mosse: potenziare al massimo l’utilizzo delle armi che si hanno già a disposizione, zanzariere, medicinali e insetticidi, puntare sullo sviluppo di vaccini e insetticidi per combattere la resistenza, aumentare l’impegno finanziario di tutti i Paesi (affetti o liberi da malaria) con almeno due miliardi di dollari in più all’anno per accelerare i progressi. 

Il terreno per l’eradicazione della malaria è pronto da anni. Più della metà dei Paesi del mondo possono attualmente dichiararsi “malaria-free”. Dal 2000 il numero di Paesi con malaria endemica è sceso da 106 a 86, il tasso di incidenza annuale è diminuito del 36 per cento e il tasso di mortalità annuale è diminuito del 60 per cento. Il treno, insomma, è già in corsa, bisogna fare di tutto per aumentarne la velocità. 

Gli scienziati confidano molto sui progressi della scienza nella prevenzione e lotta alla malaria, ricordando che dal 2000 a oggi sono stati introdotti tre strumenti preziosi che hanno segnato una svolta: i test diagnostici rapidi, la terapia combinata a base di artemisina e le zanzariere trattate con insetticidi a lunga durata. Nuovi farmaci, nuovi sistemi di monitoraggio dell’epidemia, nuovi insetticidi saranno disponibili a breve e contribuiranno a una consistente riduzione dei casi di malaria nel mondo. 

«Troppo a lungo l’eradicazione della malaria è stata un sogno lontano, ma ora abbiamo le prove che la malaria può e deve essere eradicata entro il 2050. Questo rapporto dimostra che l’eradicazione è possibile entro una generazione. Ma per raggiungere questo traguardo comune non possiamo semplicemente continuare con lo stesso approccio di sempre. Il mondo si trova a un punto di svolta e dobbiamo sfidare noi stessi con obiettivi ambiziosi e impegnarci nelle azioni coraggiose necessarie per raggiungerli», ha detto Richard Feachem a capo della Lancet Commission on malaria eradication e direttore del Global Health Group della University of California, San Francisco (UCSF).

Anche perché una battuta di arresto negli investimenti globali rischia di compromettere i successi raggiunti. Negli ultimi anni i casi di malaria sono aumentati in 55 Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina. 

Eppure nulla è perduto. Utilizzando nuovi modelli di calcolo, gli esperti della Commissione hanno previsto alcuni scenari possibili per la diffusione e incidenza della malaria nel 2030 e nel 2050. 

Secondo la loro analisi, grazie a un incremento degli interventi si arriverebbe nel 2050 a una situazione fortemente auspicabile, da molti considerata finora poco probabile, con la malaria relegata in sacche ridotte dell’Africa equatoriale a basso rischio di  trasmissione. 

L’obiettivo, come già detto, si può raggiungere lavorando su tre fronti. In primo luogo bisogna utilizzare meglio gli strumenti già a disposizione, quell’insieme di strategie di prevenzione, diagnosi e cura che gli scienziati chiamano il “software dell’eradicazione”.

Il secondo passo consiste nel rinforzare “l’hardware dell’eradicazione” sviluppando nuove armi per affrontare le sfide biologiche all’eradicazione, prima tra tutte la resistenza agli insetticidi e ai farmaci. Infine, è necessario aumentare gli investimenti. La combinazione di queste tre strategie potrebbe portare all’eradicazione della malaria entro il 2050.