Il morbillo continua a uccidere. A gennaio morti due quarantenni

Il dato

Il morbillo continua a uccidere. A gennaio morti due quarantenni

Più di 160 casi registrati. 3 su 4 avevano più di 15 anni e quindi esclusi dall’obbligo vaccinale
redazione

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A gennaio la Sorveglianza dell’Iss ha registrato 164 casi di morbillo, la gran parte dei quali verificatisi in sole due Regioni: la Sicilia e il Lazio. Meglio dello scorso anno, quando i casi erano stati 289. Ma si tratta ancora di un numero molto elevato

Mentre in molte Regioni si esulta per il recupero delle coperture grazie all’obbligo vaccinale introdotto la scorsa estate, dal sistema di Sorveglianza Integrata del Morbillo e della Rosolia dell’Istituto superiore di sanità arriva la notizia che il 2018 è cominciato nel peggiore dei modi sul fronte dell’epidemia di morbillo che da ormai da un paio d’anni ha preso piede in Italia. 

Nel solo mese di gennaio si sono verificati due decessi come conseguenza delle complicanza dell’infezione. Entrambi erano non vaccinati. Di 38 e 41 anni. La causa del decesso: insufficienza respiratoria. 

Questa è però solo la punta dell’iceberg. 

A gennaio la Sorveglianza dell’Iss ha registrato 164 casi di morbillo, la gran parte dei quali verificatisi in sole due Regioni: la Sicilia (61 casi) e il Lazio (46). Molto meglio dello scorso anno, quando i casi erano stati 289. Ma si tratta ancora di un numero molto elevato.

Il profilo delle due persone decedute fornisce inoltre un’informazione decisiva: circa il 70 per cento dei casi registrati si sono verificati in persone con più di 15 anni (l’età mediana dei casi è stata pari a 25 anni) e quindi non inclusi nell’obbligo vaccinale. 

Il 26,4 per cento dei casi, invece, aveva meno di cinque anni di età; di questi, 14 erano bambini al di sotto dell’anno di età.

 

Per quel che concerne lo stato vaccinale, quasi il 90 per cento è risultato non vaccinato, il 3,4 per cento aveva effettuato 1 sola dose; il 2,7 aveva ricevuto 2 dosi e il 4,1 non ricorda il numero di dosi.

Il rapporto Iss evidenzia poi che in circa 4 casi su 10 i pazienti hanno riportato almeno una complicanza: in 12 casi (7,3%) si è trattato di polmonite, in 8 (4,9%) con insufficienza respiratoria.

Infine, circa 55 per cento dei casi è stato ricoverato mentre un ulteriore 18,9 per cento si è rivolto ad un Pronto Soccorso.