I Nas negli allevamenti intensivi. Irregolarità in un caso su tre

Il Rapporto

I Nas negli allevamenti intensivi. Irregolarità in un caso su tre

La filiera della carne sotto osservazione: 9 mila controlli in due anni e 3 mila violazioni
redazione

Nelle ultime ore gli allevamenti intensivi sono tornati sotto i riflettori. Due fonti diverse raccontano la stessa realtà. Da una parte le telecamere della Rai mostrano nel programma “Animali come noi”  le raccapriccianti condizioni in cui vivono i maiali destinati a uso alimentare negli stabilimenti della Pianura Padana, stesse identiche condizioni riscontrate con un’analoga inchiesta un anno fa. Dall’altra, con perfetta tempistica, il Ministero della Salute diffonde, a poche ore dall’inizio dalla trasmissione televisiva in programmazione ieri sera 15 marzo, un elenco dettagliato dei controlli eseguiti dai Carabinieri dei Nas negli ultimi due anni sulla filiera delle carni. 

Sommando i contenuti dei documenti, il reportage-denuncia e il rapporto istituzionale, si ottiene un solo risultato: il monitoraggio dei carabinieri, per quanto intensificatosi negli ultimi anni, evidentemente non è ancora sufficiente. La situazione sta sfuggendo di mano. Su 9 mila controlli in due anni sono state riscontrate 3 mila irregolarità: in un caso su tre le normative non venivano rispettate. Le irregolarità riguardano carenze igienico-strutturali, uso inappropriato di farmaci, maltrattamento degli animali, inosservanza alle norme sulla produzione e l'igiene dei mangimi. E nelle gabbie spunta anche l’eternit. 

Gli obiettivi dei controlli

«Obiettivi dei servizi sono gli allevamenti, i mangimifici, le industrie di macellazione e trasformazione nonché le strutture di vendita all’ingrosso e al dettaglio. Le verifiche mirano ad accertare il possesso dei necessari requisiti igienico strutturali ed il rispetto delle normative di settore. Nell’ambito della strategia operativa dei Nas, si inseriscono i controlli annualmente eseguiti e che hanno riguardato, tra le altre, anche alcune aziende oggetto di servizi televisivi nel corso dei quali sono state denunciate presunte situazioni pregiudizievoli per il benessere degli animali.

Nell’ultimo triennio, di concerto con il Ministero della salute, i Carabinieri dei NAS hanno predisposto mirati controlli negli allevamenti intensivi di animali da reddito, diretti a prevenire e reprimere trattamenti illeciti praticati sugli animali, effettuati sia mediante l’abuso di farmaci veterinari regolarmente registrati, che di sostanze farmacologicamente attive vietate (sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze beta-agoniste), potenzialmente pericolose sia per la salute degli animali che per quella umana, con particolare riferimento a: tenuta degli animali nei siti (spazi dedicati – condizioni igienico-sanitarie); sovraffollamento; stato di nutrizione e di salute degli animali; utilizzo di mangimi deteriorati; utilizzo di anabolizzanti o di altre sostanze non consentite; identificazione degli animali; sterilizzazioni e vaccinazioni; condizioni di trasporto; metodi di stordimento e di macellazione e macellazione clandestina di ovini, solitamente agnelloni fino a 6 mesi di vita, venduti in nero dagli allevatori» 

Irregolarità in un caso su tre

Nell’intero periodo 2015-17 i controlli sull’intera filiera produttiva (importazione, allevamento, macellazione, distribuzione e vendita al dettaglio) sono stati pari a 9.293 a seguito dei quali sono state riscontrate 2.955 irregolarità, segnalate 2.109 persone alle autorità amministrative e 623 a quelle giudiziarie. Le sanzioni penali sono state 1.296 mentre quelle amministrative 3.821 per un importo di 4,3 milioni di euro. Più specificatamente, nel 2015 i controlli sono stati complessivamente n. 1.143, nel corso dei quali sono state rilevate 328 non conformità a seguito delle quali sono state segnalate 259 persone alle autorità amministrative e 129 all’autorità giudiziaria. Le sanzioni penali irrogate sono state pari a 326 mentre quelle amministrative 322, per un valore economico di  735.600 euro.

Nel 2016 si è registrato, rispetto all’anno precedente, un incremento dei controlli, che hanno portato complessivamente a 1.916 verifiche, da cui sono conseguite 424 irregolarità. Sensibile è stato anche l’aumento delle persone segnalate all’autorità amministrativa (292), nonché le sanzioni pari a 793.400 euro. 

Le violazioni

La lista delle irregolarità riscontrate è lunga: nel 28 per cento dei casi si tratta di inosservanza sull'identificazione dei bovini, nel 25 per cento di carenze igienico-strutturali, nel 6 per cento sulla inosservanza alle norme sulla produzione e l'igiene dei mangimi, nel 3 per cento di inosservanza alle norme sull'uso dei farmaci veterinari e nel 2 per cento di nosservanze ai criteri di protezione negli allevamenti e nei trasporti.

I reati penali più frequenti sono il maltrattamento di animali (10%), la ricettazione ( 8%), l’abbandono di animali (3%), l’acquisto di cose di sospetta provenienza (3%). In sette strutture sono state trovate coperture in eternit sulle gabbie degli animali.