No-vax alla conquista di Facebook. Così fanno proseliti tra gli indecisi

L’analisi

No-vax alla conquista di Facebook. Così fanno proseliti tra gli indecisi

Le pagine e i gruppi no-vax sono singolarmente meno seguiti di quelle pro-vaccini. Ma sono molto più numerosi e, soprattutto, sono più in contatto con gli indecisi. Su Nature la prima mappa della disinformazione on line

di redazione

Pro vaccini e anti vaccini. La partita si gioca su Facebook e i secondi potrebbero presto passare in vantaggio. Con il rischio di compromettere le future campagne di vaccinazioni anti-Covid. È quello che temono ricercatori della George Washington University che per la prima volta hanno tracciato l’attività dei gruppi anti-vax sul social network. Ne è venuta fuori una mappa che permette con un rapido colpo d’occhio di cogliere l’andamento della discussione.

I puntini blu rappresentano le pagine pro-vaccini, i puntini rossi quelle anti-vaccini. I “rossi” stanno vincendo. Commentano allarmati i ricercatori su Nature

Fonte: Johnson, N.F., Velásquez, N., Restrepo, N.J. et al. The online competition between pro- and anti-vaccination views. Nature (2020). https://doi.org/10.1038/s41586-020-2281-1

Perché anche se i singoli profili degli antivaccinisti hanno in assoluto meno seguaci rispetto a quelli dei pro-vaccini, le pagine no vax sono molto più numerose, stanno proliferando e soprattutto sono maggiormente connesse alle pagine delle persone indecise. Guardando la mappa si vede chiaramente che i puntini rossi sono più diffusi nella rete mentre i puntini blu sono confinati in spazi limitati. 

Interpretare il grafico non è difficile: le pagine Facebook a sostegno dei vaccini, per quanto seguite da un numero di utenti superiore, non stanno reclutando nuovi follower e comunicano solo tra di loro rischiando così di rimanere isolate. 

I ricercatori hanno analizzato più di 1.300 pagine Facebook con circa 100 milioni di follower in tutto e le hanno divise in tre categorie: pro-vaccini, anti-vaccini e indecisi. Sono state individuate 124 pagine pro-vaccini con quasi 7milioni di follower, tra cui spicca quella della Bill & Melinda Gates Foundation, 317 pagine anti-vaccini con con 4,2 milioni di follower, tra cui “RAGE Against the Vaccines” e 885 pagine di di indecisi con 74,1 milioni di follower, tra cui “Breastfeeding Moms in KY”. 

Il passo successivo è stato quello di ricostruire il fitto intreccio di link tra pagine per descrivere la capacità di diffusione del messaggio nella rete. Le informazioni ricavate sono state tradotte graficamente in una mappa. Le pagine Facebook sono rappresentate da piccoli cerchi di dimensioni proporzionali al numero dei seguaci, distinti in tre colori: rosso per i no-vax, blu per i pro e verde per gli indecisi. I nodi maggiormente connessi sono i rossi che occupano gli spazi più centrali della mappa. 

Guardando il grafico emerge chiaramente che i gruppi contrari ai vaccini interagiscono con moltissimi utenti classificati come “indecisi”. 

Nel periodo dello studio, da febbraio a ottobre 2019, le pagine dei “rossi” hanno aumentato in percentuale il numero dei follower più di quanto abbiano fatto i “blu”. Il picco dei nuovi seguaci tra i no vax è stato raggiunto nel corso di un’epidemia di morbillo intorno a marzo del 2019 quando è stato registrato un incremento del 500 per cento dei follower. Nello stesso periodo le pagine pro-vaccini sono cresciute solo del 50 per cento. 

«I blu stanno combattendo nel posto sbagliato, si sono posizionati in una parte del campo mentre l'attività principale si svolge attorno ai rossi che sono profondamente intrecciati a tutta questa serie di comunità verdi», affermano i ricercatori. 

Quello che non emerge dalla mappa, ma che gli autori dello studio hanno spiegato a parole, è la strategia di comunicazione usata dalle due fazioni opposte. 

I “blu” offrono informazioni su un solo argomento, i vaccini, con un unico scopo, convincere le persone a vaccinarsi. 

Un meme sulla pagina Facebook di RAGE Against The Vaccines, uno di gruppi analizzati nello studio

La sensazione, insomma, è che i pro-vaccini se la cantino e se la suonino tra loro, ribadendo l’importanza dell’immunizzazione tra chi ne è già pienamente convinto. 

I “rossi” invece sono molto più flessibili, spaziano affrontando vari temi di salute e rispondono tempestivamente a una varietà di richieste diverse. 

Così, chi li contatta per una ragione che non ha niente a che fare con i vaccini si sente ascoltato e finisce per fidarsi anche quando si parla di vaccini.

C’è chi ha contestato l’impostazione dello studio considerandola troppo ideologica. Bernice Hausman, della Pennsylvania State University College of Medicine, è da sempre contraria alla retorica del nemico: le persone trattate con ostilità e superiorità reagiscono allontanandosi e rafforzando la loro opposizione. 

I ricercatori rispondono sostenendo che la mappa è una fotografia, forse imperfetta ma indicativa, di quanto sta accadendo sul popolare social network. E invitano a tenere sott’occhio i puntini rossi: potrebbero influenzare le scelte della popolazione sull’eventuale vaccino anti-Covid.