Non è un mondo per adolescenti. Mai così esposti a rischi per la salute

Il rapporto

Non è un mondo per adolescenti. Mai così esposti a rischi per la salute

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Mai nella storia dell'umanità ci erano stati così tanti adolescenti: nel 2016 si contavano globalmente 1,8 miliardi di adolescenti e giovani adulti nel mondo.
di redazione

Malattie infettive, obesità e lesioni per incidenti o atti violenti. Sono le principali minacce alla salute degli adolescenti nel mondo. E a questi pericoli oggi sono esposti 250milioni di ragazzi in più rispetto a una trentina di anni fa.

È il dato che emerge dell’ultimo rapporto del Lancet che ha raccontato come è cambiata la salute globale dei teen ager e dei giovani adulti tra il 1990 e il 2016 in 195 Paesi. I membri della Lancet Commission on adolescent health and wellbeingin, autori dell’indagine, hanno monitorato l’andamento di 12 indicatori di benessere, tra cui i fattori di rischio come fumo o obesità o gli aspetti socio-economici come i matrimoni in età infantile e l’istruzione. 

La fotografia della gioventù del pianeta è spaccata in due: in molti Paesi del mondo l’impatto delle malattie sui ragazzi si è ridotto, ma questa tendenza è stata annullata dalla crescita della popolazione giovanile proprio nei Paesi più poveri con un’assistenza sanitaria precaria che fallisce sia sul fronte della prevenzione che delle terapie. 

Il risultato è che attualmente il numero di ragazzi in cattive condizioni di salute è di gran lunga superiore a quello del passato.  

Dalle nostre parti, dove l’invecchiamento avanza a ritmi sostenuti, è difficile accorgersene, ma il mondo attuale è il più giovane della storia, con il maggior numero di individui tra i 10 e i 24 anni mai esistito prima. Nel 2016 si contavano globalmente 1,8 miliardi di adolescenti e giovani adulti nel mondo. È necessario, scrivono gli autori dello studio, garantire a tutti loro un futuro in salute. 

«Con un grande aumento nel numero di adolescenti che crescono nei Paesi poveri, le sfide globali nell’ambito della salute adolescenziale sono più grandi di quelle di 25 anni fa», scrivono i ricercatori.

Aumentano le disuguaglianze 

L’andamento demografico gioca a sfavore della parte meno ricca del mondo: tra il 1990 e il 2016 la maggiore crescita della popolazione si è registrata proprio nei Paesi più poveri e con le peggiori condizioni di salute, quelli definiti “multi-burden” per la molteplicità di problemi che affliggono la popolazione, malattie infettive, malattie non trasmissibili, povertà, basso livello di scolarizzazione ecc…Nel 2016 250 milioni di giovani in più rispetto al 1990 vivevano in questi Paesi e ne subivano i pericoli. Dal rapporto emerge che la principale minaccia alla salute degli adolescenti nel mondo sono le malattie non trasmissibili (55% di tutti i problemi di salute). Ma nei Paesi a basso e medio reddito i ragazzi sono esposti anche al rischio di malattie infettive e malnutrizione. 

Un teen ager che vive negli Stati Uniti, invece, dovrà badare soprattutto alla sua incolumità fisica: qui infatti il numero di lesioni dovute a incidenti o atti di violenza è superiore a quello registrato tra i giovani di altri Paesi nelle stesse condizioni economiche. 

Malnutrizione, alcol e tabacco

Tra il 1990 e il 2016 la malnutrizione è diventato un problema sempre più urgente. Gli squilibri nell’alimentazione hanno favorito il diffondersi di due patologie differenti tra i giovani: l’obesità e l’anemia. 

Nel 2016 circa un ragazzo su cinque nel mondo era sovrappeso oppure obeso. Il numero di giovani con un indice di massa corporea molto al di sopra dei livelli normali è cresciuto vertiginosamente nell’arco di una generazione, passando dai 147 milioni del 1990 ai 324 milioni del 2016, il che equivale a un aumento del 120 per cento. La tendenza ha interessato tutti i Paesi del mondo. L’obesità è infatti uno dei pochi indicatori ad aver seguito universalmente lo stesso andamento.  Per esempio in Cina si è registrato un aumento dell’obesità tra le giovani donne del 5 per cento e in India del 9 per cento. Ma l’altro lato della medaglia è ugualmente preoccupante: la crescita demografica nei Paesi più poveri ha determinato l’aumento dei casi di anemia tra i giovani. E così oggi nel mondo c’è il 20 per cento in più di ragazzi con una carenza di globuli rossi rispetto al 1990 (si è passati da 357 milioni a 430 milioni). Il 77 per cento di questi casi si registra nei Paesi “multi-burden” e riguarda più le femmine che i maschi. In alcuni Paesi a basso e medio reddito più del 40 per cento delle giovani donne risultava affetta da anemia nel 2016. In alcuni Stati tra cui Bhutan, Yemen e India la percentuale di ragazze anemiche supera il 50 per cento. 

Sul fronte del consumo di alcol, le abitudini dei ragazzi sono rimaste più o meno le stesse. Il fenomeno del binge drinking è cambiato poco: nel 1990  ad “abbuffarsi” di alcolici erano 41 milioni di ragazzi e 26 milioni di ragazze, mentre nel 2016 erano rispettivamente 44 milioni e 27 milioni. 

Danimarca e Finlandia sono i Paesi con il maggior numero di ragazze e ragazzi dediti al binge-drinking. Bangladesh, Pakistan e Egitto quelli con la percentuale di bevitori compulsivi più bassa del mondo (1%).

Il numero dei giovani fumatori è invece diminuito globalmente nel mondo di circa il 20 per cento, passando dai 174 milioni del 1990 ai 136 milioni nel 2016. Tuttavia, nei Paesi “multi-burden” si è registrata una tendenza inversa con un notevole aumento di ragazzi che consumano sigarette. Nel 2016 la prevalenza globale di fumatori tra ragazzi e giovani di età compresa tra 10 e 24 anni era comunque ancora superiore al 10%.

Disuguaglianze di genere

Sono ancora tante le ragazze nel mondo che rimangono ai margini dei progressi verso le pari opportunità faticosamente raggiunti in alcuni (pochi) Paesi. E che si sposano ancora bambine, non accedono ai livelli superiore di istruzione, non lavorano. Il loro destino è spesso segnato da una maternità in età precoce che esclude alcuna possibilità di inserimento sociale. Succede soprattutto nei Paesi a basso reddito. Circa 66 milioni di donne nel mondo hanno contratto un matrimonio prima di compiere 18 anni. Il numero di donne tra i 15 e i 24 anni rimasto fuori dal percorso scolastico, di formazione o dal mondo del lavoro  (not in education, employment, or training, Neet) è triplo rispetto a quello dei coetanei maschi. In India, la percentuale di ragazze e giovani adulte non istruite e senza un impiego è 15 volte superiore a quella dei giovani uomini.

Ma una gioventù poco istruita e con scarse possibilità di carriera esiste anche in Paesi più ricchi come gli Stati Uniti dove più del 17 per cento delle giovani donne e circa il 16 per cento dei ragazzi non completa il ciclo di istruzione e non possiede una formazione professionale idonea all’inserimento lavorativo, in confronto al 4 per cento dei Paesi Bassi e all’11 per cento del Regno Unito. Dal rapporto emerge anche che le donne americane hanno maggiori difficoltà di accedere alla contraccezione (il 71% in confronto all’87% del Regno Unito). 

«Raggiungere l'uguaglianza di genere nelle determinanti della salute e del benessere degli adolescenti richiederà interventi su molti fronti, tra cui l'occupazione e l'empowerment economico, un migliore accesso all'assistenza sanitaria essenziale inclusa la contraccezione, l'adozione di leggi per proteggere le ragazze dal matrimonio in età infantile e cambiamenti nelle norme comunitarie», ha detto George C. Patton che ha guidato la Lancet Commission on adolescent health and well being.