Obesità: è epidemia globale. Il numero di bambini obesi decuplicato in 40 anni

Lo studio

Obesità: è epidemia globale. Il numero di bambini obesi decuplicato in 40 anni

In Italia il numero è cresciuto di 3 volte. ISS: «Servono urgenti azioni di comunità»
redazione

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Se la tendenza osservata continuerà nel 2022 ci saranno più bambini e adolescenti obesi che moderatamente o severamente sottopeso.

Nel 1975, nel mondo, meno di un bambino e ragazzo su 100 era obeso: complessivamente si trattava di circa cinque milioni di ragazze e sei milioni di ragazzi.

Oggi quel numero è lievitato a livelli da epidemia: sono 50 milioni di ragazze e 74 milioni di ragazzi, rispettivamente pari al 6 e all’8 per cento della popolazione di questa fascia di età. 

A questi si sommano i 213 milioni di bambini e ragazzi in sovrappeso. 

È questo il dato più importante del più grande studio mai realizzato al mondo sulla diffusione dell’obesità e pubblicato su Lancet in occasione della giornata mondiale dell’obesità.

Lo studio ha analizzato peso e altezza di circa 130 milioni di persone con più di 5 anni (oltre 30 milioni con meno di 19 anni di età) . Si è trattato di uno sforzo enorme,  realizzato dall’Imperial College di Londra e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma ch complessivamente ha ha coinvolto più di 1000 ricercatori in tutto il mondo; tra essi anche quelli afferenti all’Istituto superiore di sanità che hanno fornito i dati del sistema di sorveglianza “OKkio alla salute” sui bambini e sui ragazzi e del Progetto Cuore sugli adulti ed anziani. 

Un’epidemia globale

«Questi dati evidenziano, ricordano e rafforzano che il sovrappeso e l'obesità rappresentano oggi una epidemia globale che minaccia di peggiorare nei prossimi anni a meno che non vengano intraprese azioni drastiche», ha detto Fiona Bull, coordinatrice del programma per la sorveglianza e la prevenzione delle malattie non trasmissibili presso l’OMS. E non è un’esagerazione. 

I trend registrati dalla ricerca, infatti, non fanno ben sperare. 

È vero infatti che la crescita dell’indice di massa corporea dei bambini e ragazzi sembra aver subito un rallentamento nei paesi occidentali, ma l’epidemia di obesità si è spostata nei paesi a medio e basso reddito, in particolare in Asia dove si concentra il 60 per cento della popolazione globale. Ciò riflette un aumento del consumo di alimenti ipercalorici, ricchi in grassi saturi, colesterolo, sale ed alimenti con carboidrati altamente processati, che portano a un aumento di peso e con conseguenze negative sulla salute durante tutto l’arco della vita.

«Negli ultimi quattro decenni il tasso di obesità nei bambini e negli adolescenti è aumentato globalmente e continua ad aumentare nei paesi a basso e medio reddito. Più di recente, si è osservata una stabilizzazione dei livelli di obesità nei paesi più ricchi, anche se l’obesità rimane a livelli inaccettabilmente elevati», ha detto Majid Ezzati, della Scuola di Salute Pubblica dell'Imperial College.

Se la tendenza osservata continuerà nel 2022 ci saranno più bambini e adolescenti obesi che moderatamente o severamente sottopeso. 

Italia

«In Italia la percentuale di bambini e adolescenti obesi è aumentato di quasi 3 volte nel 2016 rispetto al 1975. Nel 2016 il 10,4% delle femmine e il 14,5% dei maschi erano obesi. A livello mondiale l’Italia si posiziona al 61° posto per le femmine e al 46° per i maschi ma tra i paesi ad alto reddito l’Italia si posiziona rispettivamente al 6° e 8° posto», ha commentato Angela Spinelli, direttrice del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità.

Tanto per le bambine e adolescenti come per i maschi l’aumento dell’indice di massa corporea osservato tra il 1975 e il 2016 è stato tra i minori, se confrontato con quello degli altri paesi, con meno di un 1 unità in più di indice di massa corporea (1 kg/m2 contro i circa 2kg in media). 

Nel 2016 si stima quasi un milione di bambini e adolescenti obesi (437.000 bambine e ragazze e 642.000 bambini e ragazzi), numero che aumenta a circa 3,2 milioni se si considera anche la popolazione di bambini e adolescenti in sovrappeso. Recentemente abbiamo osservato una tendenza alla diminuzione ma molto resta da fare sia nel campo dell’alimentazione che dell’attività fisica. Su questo si deve impegnare tutta la società, favorendo scelte salutari.

«Quando un problema di sanità pubblica raggiunge tali dimensioni, non basta solo una azione individuale, ma servono urgenti azioni di prevenzione primaria e primordiale (fin dalla gravidanza) di comunità che riguardino l’alimentazione e l’attività fisica rivolta a tutta la popolazione dai bambini, ai giovani, agli adulti, agli anziani», ha aggiunto Spinelli.

«Non va dimenticato che l’Italia ha una cultura profonda sulla sana alimentazione, quella mediterranea, che va adattata al 21° secolo: l’alimentazione deve ritornare ad essere varia ed equilibrata, ricca di verdura e frutta, con meno calorie, grassi saturi, colesterolo e sale, con consumo più elevato di legumi, cereali, possibilmente integrali e pesce, e soprattutto deve contemplare porzioni modeste. E la comunità deve riscoprire il piacere e i benefici che derivano da una attività fisica regolare, come camminare, salire le scale, ballare, giocare all’aria aperta e svolgere attività fisica per almeno 150 minuti a settimana distribuiti nei diversi giorni della settimana per gli adulti e 60 minuti al giorno per i bambini e adolescenti».