Perdere la vista per mancanza di cure. Un miliardo di persone a rischio

Il rapporto

Perdere la vista per mancanza di cure. Un miliardo di persone a rischio

Mancano gli oftalmologi, le operazioni della cataratta sono una rarità e anche procurarsi un paio di occhiali da presbite è un’impresa. Succede nei Paesi a basso e medio reddito dove si concentra la maggior parte dell’oltre un miliardo di persone che perde la vista nel mondo per cause evitabili

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Immagine: Bernard Spragg. NZ https://www.flickr.com/photos/volvob12b/11504956573/
di redazione

«È inaccettabile che più di un miliardo di persone in tutto il mondo conviva inutilmente con problemi della vista curabili». Così Matthew Burton, direttore del Centro internazionale per la salute degli occhi presso la London School of Hygiene & Tropical Medicine del Regno Unito sintetizza i risultati dell’ultimo rapporto Global Eye Health pubblicato su The Lancet Global Health di cui egli stesso è tra gli autori.

Attualmente nel mondo ci sono 1,1 miliardi di persone con  problemi della vista che potrebbero diventare molti di più senza gli interventi necessari. Secondo le stime dei ricercatori di questo passo nel 2050 ci saranno 1,8 miliardi di persone affette da gravi malattie oculari con danni alla vista permanenti. La stragrande maggioranza (90%) dei casi si continuerà a registrare, come succede adesso, nei Paesi a basso e medio reddito in Asia e in Africa indicando chiaramente un fallimento delle politiche di salute globale: la maggior parte delle patologie sarebbe infatti risolvibile con la chirurgia della cataratta e con la possibilità di accedere agli occhiali da vista. 

Il rapporto che raccoglie i dati sulla salute degli occhi nel mondo è frutto del lavoro della Global Eye Health Commission formata da 73 esperti di 25 Paesi che hanno raccolto i dati epidemiologici ed economici più aggiornati per dimostrare che prevenire e curare i problemi della vista procura immediati benefici sociali ed economici tanto ai singoli individui che alle intere nazioni. 

«I disturbi della vista producono effetti dannosi sulla salute, il benessere e lo sviluppo economico, tra cui ridotte opportunità di istruzione e lavoro, isolamento sociale e un’aspettativa di vita più breve. Dato che la pandemia COVID-19 spinge alla costruzione di sistemi sanitari resilienti e reattivi, la salute degli occhi deve prendere il suo giusto posto nell'agenda sanitaria principale e nello sviluppo globale», ha dichiarato Burton. 

I progressi raggiunti negli ultimi decenni sulla salute degli occhi che hanno portato a una notevole riduzione dei casi di cecità dovuta a infezioni, come oncocercosi e tracoma, (-29% nel 2020 rispetto al 1990), rischiano di venire annullati dall’aumento delle malattie croniche della vista legate all’invecchiamento. 

Nel 2020 circa 596 milioni di persone in tutto il mondo vivevano con un deficit della vista cronico tra cui cataratta, glaucoma o complicazioni oculari legate al diabete, con 43 milioni di casi di cecità. Altre 510 milioni persone hanno dovuto convivere con la difficoltà di vedere oggetti da vicino rinunciando quasi o del tutto a leggere perché non avevano la possibilità di procurarsi banali occhiali da vista per presbiti. 

Senza un cambio di rotta nelle politiche sanitarie, entro il 2050 il numero di persone con problemi di vista potrebbe arrivare a 895 milioni, di cui 61 milioni di persone con danno permanente. Inoltre, 866 milioni potrebbero sviluppare la presbiopia non compensata dagli occhiali.  Nel 2020, i tassi di cecità nell'Africa subsahariana occidentale (con l'1,11% degli adulti colpiti) erano fino a nove volte più alti rispetto al Nord America (0,12%). La maggior parte delle persone non vedenti o con una perdita della vista da moderata a grave vive in Asia meridionale (108 milioni), Asia orientale (63 milioni) e sud-est asiatico (35 milioni).

A confermare il fatto oramai assodato che salute ed economia viaggiano parallele, il rapporto dimostra che lasciando irrisolto il problema della vista nei Paesi poveri si innesca un deleterio circolo vizioso. Perché i problemi della vista impediscono una normale vita lavorativa e inevitabilmente si traducono in perdite economiche per il Paese.   Secondo i calcoli dei ricercatori il costo economico della cecità e della perdita della vista da moderata a grave nel 2020 è stato pari a 411 miliardi di dollari, una cifra equivalente allo 0,3% del Pil mondiale nel 2018.

Gli autori del rapporto denunciano la carenza di personale sanitario specializzato nella cura degli occhi come uno dei principali problemi dei Paesi a basso e medio reddito. In alcune parti dell’Africa subsahariana c’è un solo oftalmologo per un milione di persone, quando nei Paesi ad alto reddito ci sono in media 76 oftalmologi per milione di persone. 

Le più a rischio sono le donne. Per ogni 100 uomini con perdita totale o parziale della vista nel mondo ci sono 108 donne non vedenti. Questa discrepanza deriva da fattori socioeconomici come un ridotto accesso alle cure.  Gli autori del rapporto propongono un piano d’azione che preveda una serie di interventi mirati a beneficio dei singoli e dell’intera nazione partendo dalla necessità di considerare la salute degli occhi come componente chiave della copertura sanitaria universale.