Il più grande fallimento: il mondo non protegge i bambini. Obesità e cambiamenti climatici minacciano il loro futuro

Il rapporto

Il più grande fallimento: il mondo non protegge i bambini. Obesità e cambiamenti climatici minacciano il loro futuro

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I Paesi poveri non proteggono i propri bambini; quelli ricchi tendono a farlo ma minacciano il benessere di tutti i bambini del mondo inquinando l’atmosfera. Immagine: © Unicef
di redazione

Riscaldamento globale, cambiamento climatico, degrado ambientale, inquinamento, cibo spazzatura. Non c’è da andarne fieri: quel che lasciamo in eredità ai bambini del mondo è un kit completo di minacce per la loro salute. In alcuni Paesi di più, in altri di meno, ma non c’è luogo del Pianeta in cui l’infanzia venga protetta adeguatamente. Certamente i bambini della Norvegia possono aspettarsi dal futuro qualcosa di meglio di quelli della Somalia o del Niger, ma tutti sono vittime di almeno una delle grandi aberrazioni del XXI secolo. Se non è il cambiamento climatico, è la diseguaglianza sociale, se non è la povertà è l’obesità. In molti casi sono tutti questi fattori insieme a compromettere il benessere dell’infanzia. 

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A denunciarlo sono i 40 esperti di salute dell’infanzia e dell’adolescenza che hanno firmato su The Lancet il rapporto intitolato “A Future for the World’s Children?”. Il titolo è indicativo e inquietante perché non ci si chiede quale sarà il futuro dei bambini del mondo ma si arriva a mettere in discussione l’esistenza stessa di un futuro per i più giovani. La Commissione che ha firmato il rapporto è stata voluta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’Unicef e dallo stesso Lancet. Gli esperti hanno stilato un nuovo indice del benessere dell’infanzia in 180 Paesi del mondo  valutando alcuni parametri chiave tra cui la sopravvivenza, la salute, l’istruzione, la nutrizione, la sostenibilità dell’ambiente in cui vivono, l’esposizione alle emissioni di gas serra, la condizione economica. Dall’indagine emerge che non ci sono né vinti né vincitori. I Paesi al vertice della classifica per i migliori livelli di sopravvivenza e di benessere dei bambini, Norvegia, Corea del Sud e Paesi Bassi, finiscono agli ultimi posti per le emissioni di anidride carbonica. Ogni Paese ha le sue colpe: quelli più poveri mettono a rischio la salute dei loro bambini per mancanza di assistenza medica adeguata, quelli più ricchi riescono a salvaguardare i propri piccoli da alcuni pericoli imminenti ma minacciano il benessere di tutti i bambini del mondo inquinando l’atmosfera. Insomma, chi salva l’ambiente non salva l’infanzia e chi protegge l’infanzia inquina l’ambiente. 

«Più di due miliardi di persone vivono in Paesi in cui lo sviluppo è ostacolato da crisi umanitarie, conflitti e catastrofi naturali, problemi sempre più legati ai cambiamenti climatici. E mentre alcuni tra i Pesi più poveri hanno il livello più basso di emissioni di anidride carbonica, molti sono esposti ai violenti impatti dei rapidi cambiamenti del clima», ha dichiarato Awa Coll-Seck ministro del Senegal, co-presidente della Commissione.

Solo una manciata di Paesi nel mondo ha trovato un equilibrio virtuoso, assicurando il benessere ai propri bambini senza minacciare la salute di tutti gli altri con le emissioni di gas serra. Si tratta di Albania, Armenia, Grenada (Caraibi), Giordania, Moldavia, Sri Lanka, Tunisia, Uruguay e Vietnam.

L’altra grande minaccia che incombe sull’infanzia è l’obesità. Il numero dei ragazzi obesi nel mondo è aumentato di 11 volte in quarant’anni passando da 11 milioni del 1975 ai 124 milioni del 2016.  E i colpevoli del fenomeno globale sono facilmente riconoscibili: basta accendere la televisione in fascia protetta per assistere alla pubblicità di merendine e bibite che trasudano zuccheri e grassi. In alcuni Paesi del mondo un bambino vede 30mila spot pubblicitari all’anno di cibo spazzatura.

E poi c’è la moda del vaping che spopola tra i teenager, alimentata anche in questo caso da un marketing selvaggio che raggiunge più di 24 milioni di ragazzi solo negli Stati Uniti. In molti Paesi del mondo è anche consentita la pubblicità di alcolici e le probabilità che una partita di rugby in televisione a cui assiste tutta la famiglia venga interrotta da un invito a consumare una lattina di birra sono molto elevate. 

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Come si proteggono i bambini del mondo da tutte queste minacce? 

Gli esperti della Commissione hanno proposto un piano d’azione in 5 mosse: 

1- Fermare le emissioni di CO2 con la massima urgenza, per garantire ai bambini un futuro su questo pianeta

2- Collocare i bambini e gli adolescenti al centro dei nostri sforzi per raggiungere uno sviluppo sostenibile;

3 - Avviare nuove politiche e investimenti in tutti i settori a favore della salute e dei diritti dei minori

4 - Incorporare le voci dei bambini nelle decisioni politiche;

5 - Restringere la regolamentazione del marketing commerciale, con il sostegno di un nuovo protocollo alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia.

«L’opportunità è grande. Le prove sono disponibili. Gli strumenti sono a portata di mano. Dai capi di stato ai governi locali, dai leader delle Nazioni Unite ai bambini stessi, questa Commissione chiede la nascita di una nuova era per la salute dei bambini e degli adolescenti. Ci vorrà coraggio e impegno. È la sfida più importante della nostra generazione», ha dichiarato Richard Horton, direttore del Lancet.