Più longevi e più sani. Ma l'Europa unita della salute non c'è

OMS a Roma

Più longevi e più sani. Ma l'Europa unita della salute non c'è

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La Relazione sullo stato di salute in Europa presentato dall'Organizzazione mondiale della sanità dice che nel Vecchio Continente l'aspettativa di vita aumenta e diminuiscono le morti premature. Ma fumo, alcol, sovrappeso e calo delle coperture vaccinali
di redazione

Rispetto a cinque anni fa in Europa si vive in media un anno in più; ma tra i Paesi della regione europea dell’Oms c'è un divario di 11,5 anni tra i valori più alti e quelli più bassi dell'aspettativa di vita. Il numero di morti per tutte le cause e per tutte le età è diminuito del 25% dall’anno Duemila e nel complesso la regione europea sta superando l’obiettivo dell’1,5% entro il 2020 di riduzione annuale delle morti premature causate da malattie cardiovascolari, cancro, diabete mellito e malattie respiratorie croniche; le risultanze più recenti, infatti, mostrano una riduzione media del 2% all’anno.

Sono alcuni dati dell'ultimo OMS European Health Report (Relazione sullo stato di salute in Europa) che saranno al centro del 68° Comitato regionale europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità che si tiene a Roma dal 17 al 20 settembre. È la prima volta che il nostro Paese ospita la riunione dell'organo decisionale dell'OMS Europa.

Temi e programma sono stati presentati il 14 settembre in una conferenza stampa al ministero della Salute dal ministro Giulia Grillo e dal direttore generale dell'OMS Europa, Zsuzsanna Jakab.

«La nuova edizione dell'European Health Report – osserva Jakab - ci illustra come la maggior parte dei Paesi europei abbia messo in atto importanti misure per raggiungere gli obiettivi delineati nel quadro “Salute 2020”, dunque contribuendo al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile inerenti alla Salute dell’Agenda 2030». I progressi registrati «non sono omogenei» avverte però Jakab, sia tra diversi Paesi che al loro interno, tra uomini e donne e tra generazioni: «I fattori di rischio innescati da scorretti stili di vita preoccupano e possono, in assenza di controllo, rallentare o addirittura compromettere gli ottimi avanzamenti conseguiti nell’aspettativa di vita».

I numeri che preoccupano 

In Europa si registrano percentuali di fumatori tra le più alte al mondo, con una persona su tre di età superiore ai quindici anni che fuma. È vero che il consumo di alcol è complessivamente in calo, ma rimane ancora il più alto del mondo in età adulta, con livelli che nei diversi Paesi variano da 1 a 15 litri a testa all’anno. Oltre metà della popolazione europea, poi, è in sovrappeso e la tendenza è quasi ovunque in aumento, anche in questo caso con notevoli divari tra Paesi. Le coperture vaccinali dell’età pediatrica stanno migliorano in generale in tutta l’Europa, ma recenti focolai di morbillo e rosolia in alcuni Paesi «stanno mettendo a rischio l’eliminazione di queste malattie infettive dalla Regione».

Da segnalare che il numero di morti provocate da fattori esterni (come infortuni o avvelenamenti) è diminuito di circa il 40% negli ultimi cinque anni, con una frequenza tre volte superiore tra gli uomini rispetto alle donne.

Qualche dato sull'Italia

Secondo quest’ultima edizione del Rapporto, l’aspettativa di vita alla nascita in Italia è la seconda più alta di tutti i Paesi dell’Unione europea e due terzi della popolazione italiana godono di buona salute.

«Gli indici che l’Oms segnala per l’Italia sono incoraggianti nella popolazione adulta, meno nella fascia giovanile» commenta il ministro della Salute, Giulia Grillo. «Siamo infatti il secondo Paese in Europa per la più alta aspettativa di vita – prosegue - ma la nostra attenzione deve spostarsi sulle popolazioni più giovani, in cui si registrano segnali d’allarme non più trascurabili». Per esempio, «riguardo alle malattie infettive, abbiamo l’obiettivo di definire il nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale adatto alla situazione epidemiologica e accompagnato da campagne informative per migliorare la consapevolezza sull’indispensabilità dei vaccini. Tutto questo, senza perdere di vista la sostenibilità di un sistema sanitario che garantisca sufficienza e adeguatezza dei servizi erogati alla popolazione».

Nel nostro Paese non mancano segnali incoraggianti, con risultati tra i migliori in Europa, nel limitare i danni causati da fumo, alcol, sovrappeso e obesità nella popolazione adulta. Ma le statistiche sono molto meno positive tra gli adolescenti e questo può far prevedere peggioramenti ulteriori in futuro. In particolare, mentre il numero di fumatori adulti è diminuito, attestandosi lievemente al di sotto della media europea, quello tra gli adolescenti è tra i più elevati d’Europa. Inoltre, un italiano su cinque è obeso e il 26% dei maschi di 15 anni è sovrappeso o obeso.

Per quanto riguarda in particolare le malattie infettive, poi, l’Italia registra i livelli tra i più alti di resistenza antimicrobica, mentre la copertura vaccinale è al di sotto della soglia del 95% fissata dalle linee-guida OMS, tanto che siamo tra i Paesi europei più colpiti dall’epidemia di morbillo.

All'incontro che si tiene a Roma prendono parte le delegazioni dei 53 Stati membri della Regione europea dell’Oms, inclusi ministri della Salute, i massimi vertici dell’Oms e di altre agenzie delle Nazioni unite (tra le quali Fao, Unhcr, Wfp, Unep, Unicef, Unaids) oltre a delegati Ue e Ocse.