Più trasparenza sui prezzi dei farmaci. L’Oms dice sì alla risoluzione italiana

La risoluzione

Più trasparenza sui prezzi dei farmaci. L’Oms dice sì alla risoluzione italiana

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Se da una parte le aziende invocano il diritto a mantenere il segreto commerciale su alcuni aspetti dei costi di sviluppo di un farmaco, dall'altra le associazioni considerano troppo morbida la risoluzione
di redazione

“Migliorare la trasparenza dei prezzi di farmaci, vaccini e altre tecnologie sanitarie”. È il titolo della attesa risoluzione adottata dagli Stati membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità riunita a Ginevra nel corso della 72esima Assemblea Mondiale della Sanità dopo circa un mese di trattative. La risoluzione era stata proposta dall’Italia con il sostegno di 20 paesi (Andorra, Brasile, Egitto, Eswatini, Grecia, India, Italia, Kenya, Lussemburgo, Malesia, Malta, Portogallo, Federazione Russa, Serbia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Sri Lanka, Uganda). Regno Unito, Germania e Giappone si sono invece dissociati, chiedendo più tempo per discutere la questione.  

Il documento, accolto dai 194 Paesi membri dell’Oms, è stato salutato come una svolta storica da Tedros Adhanom Ghebreyesus, a capo dell’Oms e dal ministro italiano della Salute Giulia Grillo.

«Oggi è una data storica: il mondo intero ha creduto alla nostra proposta di risoluzione che rappresenta una sfida per una maggiore equità nell’accesso alle cure e ora gli Stati si impegnano ad adottare i princìpi che abbiamo portato avanti perché non vi siano più barriere al diritto alla salute», ha dichiarato Grillo.

Un po’ più tiepida la reazione di Medici Senza Frontiere (Msf), che da anni si batte per la trasparenza del mercato farmaceutico e per migliorare l’accesso ai farmaci (due aspetti strettamente legati). Gaelle Krikorian a capo della Campagna per l’Accesso ai Farmaci di Msf, ha parlato di un “primo passo” importante, ma non sufficiente, verso negoziazioni più corrette tra chi vende e chi compra, tra le case farmaceutiche e i governi impegnati a garantire la salute alla popolazione. Medici Senza Frontiere e altre organizzazioni non governative speravano nell’approvazione di una versione più incisiva della risoluzione che imponesse la trasparenza anche sui costi delle ricerche e delle sperimentazioni cliniche che invece, nel documento approvato, restano ancora in penombra.

La risoluzione invita i governi a condividere maggiori informazioni sui prezzi pagati per i farmaci, che possono variare molto da Paese a Paese e che spesso sono tenuti nascosti. Il progetto dell’“operazione trasparenza”  prevede cinque aree di intervento che sintetizziamo di seguito: prendere tutte le misure necessarie per garantire una condivisione delle informazioni sui prezzi netti dei prodotti per la salute (farmaci, vaccini o dispositivi medici), adottare provvedimenti per migliorare l’accesso ai dati e ai costi delle sperimentazioni cliniche su soggetti umani indipendentemente dai risultati (se sono già pubblici o se vengono forniti volontariamente), collaborare per migliorare la trasparenza sui ricavi delle vendite, i prezzi, le unità vendute, i costi di marketing, sussidi e incentivi,  rendere  facilmente disponibili le informazioni sullo stato del brevetto, promuovere le cooperazioni internazionali e la ricerca aperta per lo sviluppo di prodotti per la salute specialmente nei Paesi in via di sviluppo e nei paesi a reddito medio-basso (Lmic) e per le malattie che colpiscono queste aree del mondo. 

In una bozza precedente l’Oms veniva eletta a garante mondiale della trasparenza del mercato farmaceutico, con il compito di raccogliere e analizzare i dati sui costi della produzione e sperimentazione dei farmaci. Questa clausola è stata eliminata dalla versione definitiva firmata lo scorso 28 maggio a Ginevra.

Le associazioni umanitarie non si accontentano del risultato raggiunto giudicato ancora incompleto. 

«La trasparenza sui prezzi dei farmaci così come adottata nella risoluzione non basta. Dobbiamo conoscere anche i margini imposti dalle aziende, i costi di produzione, i costi dei trial clinici, quali investimenti sono veramente coperti dalle farmaceutiche e quanto è invece pagato dai contribuenti e dai gruppi no profit. La risoluzione passata oggi manca di norme e azioni forti su questi cruciali elementi di trasparenza», ha dichiarato Gaelle Krikorian di Medici Senza Frontiere. 

Da parte loro, le aziende farmaceutiche invocano il diritto a mantenere il segreto commerciale sui costi della ricerca e sviluppo di un prodotto affermando che il valore di un medicinale è strettamente correlato ai benefici assicurati al paziente.