“Povertà mestruale”, un fenomeno in aumento

La Giornata

“Povertà mestruale”, un fenomeno in aumento

di redazione

Non si tratta di un fenomeno così lontano da noi: una donna su quattro negli Stati Uniti ha difficoltà economiche quando deve decidere tra l'acquisto di prodotti mestruali da una parte e dall'altra parte mettere in tavola i pasti. E nel Regno Unito tre ragazze su dieci faticano a permettersi o ad accedere ai prodotti mestruali.

Il 28 maggio torna la Giornata internazionale dell’igiene mestruale, con un focus sulla “povertà mestruale” che limita molte donne ad acquistare ausili per il ciclo. Un fenomeno in espansione, che non è confinato nei Paesi più poveri, viste le realtà statunitensi e britanniche.

La Giornata serve innanzitutto a far riflettere e cercare soluzioni: eliminare le tasse che molti Paesi impongono sui prodotti mestruali sarebbe un buon inizio, con la Scozia che è un pioniere nel rendere gratuiti i prodotti mestruali.

Considerando che le donne mediamente hanno le mestruazioni per 2.281 giorni nella loro vita (per un totale di più di sei anni), si stima che possano trovarsi a spendere circa 11 mila euro in prodotti mestruali.

Il marchio Intimina propone alle donne una soluzione alternativa a quelle più comuni: le coppette mestruali, che fanno risparmiare in quanto durano fino a dieci anni e salvaguardano l'ambiente, poiché una coppetta mestruale sostituisce migliaia di assorbenti e tamponi. Inoltre, sono realizzate in silicone per uso medico, che è comodo da usare e può aiutare a eliminare l'odore e la sensazione di secchezza.

Inoltre, per ogni coppetta mestruale venduta nel mese di maggio, Intima ne donerà una all'Ape (Associazione progetto endometriosi), costituita da volontarie e pazienti impegnate a diffondere informazioni e conoscenza sulla malattia, per le donne, i loro familiari, il personale sanitario e le Istituzioni.