Qualcuno può spiegare perché le donne medico sono pagate meno degli uomini?

L’ingiustizia

Qualcuno può spiegare perché le donne medico sono pagate meno degli uomini?

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Per i ricercatori, lo studio ha evidenziato la disparità continua e le persistenti e inspiegabili differenze di genere nella retribuzione dei giovani medici
di redazione

Il camice che indossano è identico, hanno le stesse competenze, lo stesso titolo di studio e la stessa età. Sono due giovani medici appena usciti dalla scuola di specializzazione al loro primo incarico di lavoro. Ma, c’è da scommetterci, il primo guadagnerà in media il 15 per cento in meno dell’altro. Perché? La risposta è sconcertante: perché il primo è una donna e il secondo un uomo. 

Almeno così accade negli Stati Uniti dove è stata condotta la ricerca pubblicata sull’ultimo numero di Health Affairs. I ricercatori della DePaul University di Chicago hanno fatto i conti in tasca a 16mila dottori che avevano appena terminato il loro periodo di formazione calcolando il guadagno medio totale tra il 1999 e il 2017. Ebbene, il salario iniziale dei maschi ammontava a 235mila dollari mentre quello delle femmine a 198mila nell’intero periodo preso in considerazione. Una differenza di 37mila dollari. Il gap resta inspiegabile anche dopo aver analizzato i fattori che possono avere influenzato in maniera diversa i due salari. 

Per il 46 per cento la discrepanza nelle buste paga è dovuta alle scelte professionali: le donne optano prevalentemente per la medicina generale, gli uomini per la chirurgia. Potrebbe dipendere dallo stereotipo che attribuisce alle donne una maggiore attitudine all’accudimento e, quindi una predisposizione naturale per le cosiddette “cure primarie”, piuttosto che per compiti chirurgici che richiedono freddezza e controllo delle emozioni. Oppure potrebbe dipendere dall’esigenza, tuttora molto femminile, di avere orari di lavoro certi per poter bilanciare i bisogni della famiglia e le esigenze della professione. Non è certo quello che ci si aspetta da una ideale società paritaria, ma non è uno scandalo da denunciare a brutto muso. 

Fin qui ci troviamo nel campo, problematico e irritante, degli anacronistici cliché e dei cristallizzati ruoli di genere, ma non ancora in quello delle palesi ingiustizie. È un problema di ruoli sociali discutibili, non di diritti violati. Ma lo scenario cambia qualche riga più avanti. I ricercatori, infatti, non hanno trovato nessun altra giustificazione accettabile che possa spiegare le discordanze nella busta paga.

«Il nostro lavoro ha evidenziato la disparità continua e le persistenti e inspiegabili differenze di genere nella retribuzione dei giovani medici», hanno commentato i ricercatori. È tutto documentato: un medico uomo viene pagato di più di un medico donna. Il perché resta un mistero. Neanche la maggiore importanza che le donne attribuiscono all’equilibrio tra vita privata e vita professionale riesce a giustificare le differenze salariali.

Dalla ricerca condotta nello Stato di New York è emerso anche che gli uomini nei primi anni di attività sono più richiesti, ricevendo offerte di lavoro 6 volte più spesso rispetto alle donne. I dati dell’indagine sono particolarmente significativi perché riguardano le prime esperienze lavorative, quelle in cui, in teoria, si gioca tutti ad armi pari. A carriera avanzata le differenze salariali possono dipendere da altri fattori e sono meno indicative di una effettiva discriminazione di genere. 

Preoccupa constatare che queste differenze si sono mantenute stabili anche negli anni più recenti, dal 2010 in poi.