Ridurre l'impatto delle malattie non trasmissibili. Il traguardo si allontana e non è tutta colpa di Covid-19

Il rapporto

Ridurre l'impatto delle malattie non trasmissibili. Il traguardo si allontana e non è tutta colpa di Covid-19

La maggior parte dei Paesi nel mondo è lontana dall’obiettivo fissato dall’Onu: ridurre entro il 2030 di un terzo le morti per malattie non trasmissibili. Con i dovuti sforzi però il traguardo può essere ancora raggiunto

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Tra i Paesi ad alto reddito solamente sei procedono a buon ritmo verso il traguardo, con buone possibilità di ottenere i miglioramenti prefissati. Immagine: rawpixel.com / CC0
di redazione

Danimarca, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Norvegia, Singapore e Corea del Sud. Sono gli unici Paesi tra quelli ad alto reddito che stano rispettando la tabella di marcia per raggiungere uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: ridurre di un terzo entro il 2030 l'impatto delle malattie non trasmissibili, come cancro, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche e diabete. 

È quanto emerge dalla seconda edizione del rapporto NCD Countdown 2030 pubblicato su Lancet a due anni di distanza dal primo che fa il punto della situazione nel mondo, descrivendone luci e ombre.  Le malattie non trasmissibili sono attualmente responsabili di 40 milioni di decessi nel mondo (7 su 10 morti), 17 milioni dei quali vengono considerati casi di “morte prematura” perché riguardano persone tra i 30 e i 70 anni. 

Malattie non trasmissibili e Covid, una relazione pericolosa

L’importanza della prevenzione non è mai stata così evidente. I dati sulle infezioni da Covid parlano chiaro: le persone affette da malattie pregresse sono colpite più gravemente e hanno maggiori rischi di morire una volta contagiati dal virus. La pandemia però ha messo a dura prova i sistemi sanitari travolti dall’emergenza, costringendoli in molti casi a interrompere le attività di prevenzione delle malattie non trasmissibili. 

«Covid-19 e le malattie non trasmissibili formano una relazione pericolosa che dà vita a una sindemia che sta esacerbando le disuguaglianze sociali ed economiche. La pandemia di Covid-19 deve evidenziare l’alto impatto che le malattie non trasmissibili hanno sulle risorse sanitarie. Dovrebbe spingere i governi a programmare interventi più stringenti su fumo, alcol e zucchero e a investire in programmi per migliorare l'attività fisica e la dieta sana», si legge in un editoriale di accompagnamento allo studio. 

L’obiettivo da raggiungere

Il punto 3.4 dell’agenda dei Sustainable Development Goals prevede di ridurre di un terzo il rischio di morte nelle persone tra 30 e 70 anni per quattro malattie non trasmissibili: cancro, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie corniche. 

Basandosi su un modello matematico, gli autori del rapporto hanno calcolato a che punto del percorso si trovano i diversi Paesi del mondo. Lo scenario è il seguente. 

Tra i Paesi ad alto reddito solamente sei procedono a buon ritmo verso il traguardo, con buone possibilità di ottenere i miglioramenti prefissati sia per gli uomini che per le donne (Danimarca, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Norvegia, Singapore e Corea del Sud). 

Altri 17 Paesi potrebbero riuscire a raggiungere l’obiettivo solamente per le donne (Bielorussia, Danimarca, Iran, Kazakistan, Corea del Sud, Kuwait, Lussemburgo, Lettonia, Maldive, Norvegia, Nuova Zelanda, Federazione russa, Singapore, Serbia, Timor-Leste, Ucraina).

E altri 15 Paesi sono sulla buona strada per quanto riguarda gli uomini (Bahrain, Bielorussia, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Iran, Islanda, Kazakistan, Corea del Sud, Lussemburgo, Maldive, Norvegia, Nuova Zelanda, Singapore, Slovacchia).

Luci e ombre

In tutto il mondo, affermano gli esperti, i decessi per ictus, malattie cardiache e cancro allo stomaco stanno diminuendo, ma a un ritmo inferiore rispetto a quello del decennio precedente. I decessi per diabete, cancro ai polmoni, cancro al colon e cancro al fegato sono invece stabili o in aumento in molti Paesi. Ecco una sintesi dello scenario attuale: «Il rischio di morte prematura per ictus ischemico ed emorragico, malattie cardiache, malattie polmonari croniche e cancro allo stomaco è diminuito più rapidamente rispetto a quello di morte per altre cause. Tuttavia, le malattie cardiache restano la principale causa di morte prematura nella maggior parte dei Paesi per gli uomini e in circa la metà dei Paesi per le donne. Al contrario, il rischio di morte prematura per diabete, cancro del colon-retto, cancro al fegato, cancro al seno e cancro alla prostata è diminuito più lentamente rispetto ad altre cause, così come il cancro ai polmoni tra le donne.  Per il cancro al polmone nelle donne e il cancro del colon-retto, del fegato e della prostata negli uomini, il rischio di morte prematura è aumentato in più della metà dei paesi». 

Gli interventi necessari

«Per progredire bisogna imparare da quei Paesi che stanno andando bene e replicare le loro strategie per la prevenzione e l'assistenza sanitaria delle malattie non trasmissibili. La nostra analisi mostra che tutti i Paesi hanno ancora la possibilità di raggiungere l'obiettivo SDG 3.4, ma devono affrontare una molteplicità di malattie e avere sistemi sanitari forti», ha dichiarato Majid Ezzati, esperto di salute globale presso l'Imperial College di Londra, che è stato tra gli autori dello studio.

Tra i segreti del successo dei Paesi più virtuosi ci sono le campagne contro il fumo e l’acol, la facilità di accesso alle cure primarie, l’efficacia del sistema sanitario, la capacità di diagnosi precoci grazie a programmi di screening efficaci, la disponibilità di trattamenti personalizzati, l’impegno nella prevenzione dell’ipertensione e del diabete. 

«Nessun Paese può raggiungere l’obiettivo semplicemente puntando su una sola malattia. Ciò di cui si ha bisogno è un pacchetto di interventi e un sistema sanitario forte adattato sulla situazione del Paese», conclude Ezzati.