Il riscaldamento globale ha effetti deleteri sulla gravidanza: aumenta il rischio di aborto e nascita pre-termine

Lo studio

Il riscaldamento globale ha effetti deleteri sulla gravidanza: aumenta il rischio di aborto e nascita pre-termine

C’è un’associazione tra aumento della temperatura e complicanze in gravidanza. Soprattutto nei Paesi più poveri. Le ondate di calore possono aumentare del 16 per cento le probabilità di un parto pre-termine. Lo studio sul Bmj

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Immagine: Camila Cordeiro camilacordeiro, CC0, via Wikimedia Commons [editing: HealthDesk]
di redazione

Ci stiamo davvero facendo del male. Viene da chiedersi se Homo sapiens ci tenga veramente alla sua sopravvivenza. Tra i danni del riscaldamento globale, di cui gli esseri umani sono responsabili, ce ne è uno che sembra un vero e proprio atto di autodistruzione: l’innalzamento delle temperature espone a maggiori rischi di andare incontro a complicanze durante la gravidanza, aumenta il numero di aborti, di nascite pre-termine e di neonati sottopeso. Non è il migliore dei benvenuti per le generazioni future, né il modo più efficace di assicurare il proseguimento della specie. 

È stato osservato in studi precedenti che le popolazioni più povere sono quelle più a rischio di subire danni alla salute associati al global warming (problemi respiratori, cardiovascolari, renali) non avendo la possibilità di proteggersi dal caldo come riesce a fare chi vive nei Paesi più ricchi. Ebbene, accade lo stesso anche nelle complicanze in gravidanza. 

Un gruppo internazionale di ricercatori ha voluto valutare l’impatto del riscaldamento globale sull’esito delle gravidanze analizzando i risultati di 70 studi sull’argomento condotti in 27 Paesi del mondo, 7 dei quali a basso e medio reddito. 

La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sul British Medical Journal, ha mostrato che i casi di neonati pretermine sono maggiori nei luoghi dove le temperature sono più alte. Secondo i calcoli degli scienziati le probabilità di un parto pretermine aumentano, in media, del 5 per cento per ogni grado centigrado in più e del 16 per cento durante le ondate di caldo estremo, rispetto ai giorni con temperature non eccessivamente alte. 

Lo stesso succede per le morti in utero. Ad ogni incremento di 1°C il tasso di mortalità fetale aumenta del 5 per cento. 

Le donne esposte a un caldo eccessivo aumentano anche il rischio di partorire bambini sottopeso, un fattore che può avere conseguenze a lungo termine sulla salute. 

«Sebbene gli effetti possano apparire di piccole dimensioni, i risultati dello studio potrebbero avere un impatto importante sulla salute pubblica poiché l'esposizione alle alte temperature è diffusa e in aumento», commentano i ricercatori. 

L’associazione tra picchi di caldo e complicanze in gravidanza è più consistente tra le donne in condizioni socio-economiche più svantaggiate. Il che vuol dire che una gravidanza nei Paesi caldi a basso e medio reddito è particolarmente a rischio. 

«Dato l'aumento nella frequenza e nell'intensità delle ondate di caldo, il numero di donne incinte esposte a queste condizioni in tutto il mondo e i notevoli oneri individuali e sociali associati alla nascita pretermine e alla mortalità in utero, gli studi e le iniziative politiche per affrontare questo problema sono una priorità assoluta», commentano i ricercatori nelle conclusioni. 

Va ricordato che secondo l’OMS, 15 milioni di bambini nascono pretermine ogni anno e due milioni muoiono in utero (morti fetali).