Salute al femminile: con la pandemia aumentano i piccoli disturbi

Il sondaggio

Salute al femminile: con la pandemia aumentano i piccoli disturbi

di redazione

In quest’ultimo anno di pandemia e lockdown, nove donne su dieci hanno sofferto di almeno un piccolo disturbo di salute: il 57% ha lamentato più del solito disturbi legati allo stress come insonnia e tensioni muscolari, il 42% ha avvertito un aumento del gonfiore delle gambe e il 35% del mal di testa. Proprio quest'ultimo è il disturbo più diffuso (65,4%) seguito da tensioni muscolari e insonnia (57,9%) e dai problemi gastrointestinali (43%).

Sono alcuni dati di una ricerca di Assosalute, l'Associazione nazionale dei farmaci di automedicazione, condotta in collaborazione con Human Highway e presentata in un evento stampa venerdì 26 febbraio.

Una donna su tre, inoltre, ha dichiarato nel sondaggio che il lockdown ha avuto effetti anche sulla propria intimità. Il dato è particolarmente rilevante tra le giovani donne, che nel 40% dei casi hanno osservato un cambiamento sulla sfera del desiderio o hanno modificato le proprie scelte in tema di gravidanza e contraccezione prestando inoltre minore attenzione alla salute ginecologica.

La riduzione, dovuta al Covid-19, delle normali attività «ha avuto e ha tuttora un forte impatto sulla salute psicofisica femminile» osserva Rossella Nappi, professoressa di Clinica ostetrica e ginecologica dell'Università di Pavia. «I piccoli disturbi femminili però non vanno trascurati. Il ciclo e la fertilità – prosegue - sono condizionati anche da fattori esogeni legati alla quotidianità. Stress, abitudini alimentari, peso e attività fisica, sono tutti fattori che hanno un impatto sulla salute delle donne. È fondamentale avere consapevolezza del proprio corpo».

Il lockdown non solo ha avuto un impatto diretto sulla salute quotidiana delle donne, ma ha fatto sì che il 54% delle italiane rimandasse almeno una visita o un controllo: il 30,8% ha posticipato un solo controllo mentre il restante 26,2% più di uno. Ad aver trascurato maggiormente la propria salute nel periodo di pandemia risultano le donne tra i 35 e i 54 anni con un 7% in più sulla media totale.

Il ricorso ai farmaci di automedicazione rimane comunque il primo rimedio per il 52,9% delle donne (+2,8 punti percentuali rispetto al 2008).

«L’educazione e l’informazione – sottolinea Paola Boldrini, vicepresidente della Commissione Sanità del Senato - sono il primo e fondamentale passo verso una corretta gestione dei piccoli disturbi e un miglioramento della qualità della vita delle donne. Questi due capisaldi devono essere resi possibili anche dal lavoro delle istituzioni, sia a livello nazionale che locale, che si devono adoperare per la presa in carico della salute al femminile».

«Disattendere i controlli per paura di infezioni da Covid-19 può avere varie implicazioni per la salute delle donne»» avverte Nappi. «In questo caso l’automedicazione può rivelarsi un valido alleato per la gestione dei piccoli disturbi intimi come vaginiti e infiammazioni promuovendo un’educazione all’automedicazione per riconoscere i piccoli disturbi. In ogni caso però, specie se i disturbi si protraggono per un periodo più lungo, non va tralasciata l’importanza di un consulto specialistico che ora può avvenire anche in modalità telematica – conclude - e, soprattutto, non vanno disattesi gli screening di prevenzione».