Salute e istruzione. Vita più breve per chi non ha una laurea

La conferma

Salute e istruzione. Vita più breve per chi non ha una laurea

La laurea fa la differenza nella salute degli americani. E vale ancora di più durante la pandemia. Chi ha il diploma può accedere a lavori ben retribuiti con buone assicurazioni sanitarie e durante la pandemia ha maggiori probabilità di lavorare in smart working, rischiando meno il contagio

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Immagine: Egan Jimenez, Princeton University
di redazione

Negli Stati Uniti chi ha una laurea vive più a lungo. Il fenomeno non è una novità per le statistiche demografiche americane ma la pandemia lo ha reso ancora più evidente: l’aspettativa di vita nella popolazione adulta americana si è ridotta in generale nel 2020 a causa di Covid-19 ma tra le persone non laureate il trend è amplificato.  Senza una laurea è difficile trovare un lavoro ben retribuito, stipulare un’assicurazione sanitaria, accedere ai servizi di prevenzione e di cura. E alla fine inevitabilmente chi non si laurea ha maggiori problemi di salute di chi si laurea e in caso di un’infezione di Covid-19 questo aspetto può fare una grande differenza sugli esiti della malattia. Non solo: chi non ha una laurea ha meno probabilità di poter lavorare in smart working rischiando maggiormente il contagio. 

L’indagine condotta da due ricercatori della Princeton University, di cui uno è un premio nobel per l’economia, è stata pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). 

I ricercatori hanno valutato il tasso di mortalità tra gli adulti negli Usa tra il 1990 al 2018 basandosi sull’indicatore statistico dell’aspettativa di vita. In sostanza hanno calcolato il numero di anni che una persona di 25 anni si sarebbe aspettata di vivere prima del 75esimo compleanno. L’età presa in considerazione, tra i 25 e i 75 anni, è quella tipica dei “disperati”, persone di mezza età particolarmente a rischio di morte per droga, suicidio, malattie del fegato legate all’alcolismo ma con minori probabilità di morire per malattie cardiovascolari. 

Tra il 1990 e il 2010 c’è stato un costante progresso nell’aumento dell’aspettativa di vita degli adulti americani indipendentemente dal titolo di studio. In quel periodo le maggiori differenze che emergevano erano legate ai gruppi etnici: afroamericani e ispanici erano più esposti al rischio di morte prematura. 

Ma da un certo momento in poi il gap etnico si è colmato mentre è subentrato quello educativo. Da un certo momento in poi la differenza l’ha fatta il livello di istruzione e non il colore della pelle.

Nel 2018 una persona afroamericana con un diploma di laurea aveva la stessa aspettativa di vita di qualunque altro americano con lo stesso titolo di studio. 

«L’America è il grande paese più ricco del mondo, con tecnologia medica all’avanguardia, eppure osserviamo ancora grandi diseguaglianze per gli americani senza una laurea quadriennale, anche prima che arrivasse Covid-19. Senza un diploma universitario quadriennale, è sempre più difficile costruire una vita significativa e di successo negli Stati Uniti. Dato che oggi, due terzi degli adulti in America non hanno una laurea quadriennale, questo dato è molto significativo», hanno dichiarato i ricercatori. 

Gl scienziati hanno ricostruito il tasso di mortalità annuale tra individui di età compresa tra i 25 e i 75 anni tra il 1990 e il 2018 basandosi sui certificati di morte di circa 49 milioni di persone che riportavano anche indicazioni sull’età, l’etnia e il livello di istruzione. 

Dall’analisi dei dati è emerso che dal 2010 le differenze sull’aspettativa di vita più evidenti riguardavano proprio il titolo di studio. 

Un buon posto di lavoro è diventato sempre più raro per chi non possiede un diploma universitario, spigano gli autori dello studio. Molti lavoratori non qualificati hanno perso il lavoro a causa della globalizzazione e dell’automazione e non riescono ad accedere a impieghi più retribuiti per l’elevato costo dell’assistenza sanitaria che il datore di lavoro dovrebbe garantire. Va da sé che i laureti hanno maggiori possibilità di venire assunti. 

«Tutto questo ha contribuito a questo calo dell'aspettativa di vita adulta tra i non laureti», ha dichiarato Angus Deaton, Premio Nobel per l’economia nel 2015, coautore dello studio. 

L’indagine dei ricercatori si ferma prima dell’arrivo della pandemia, ma gli autori prevedono che il divario educativo si sia ampliato ancora di più in tempi di Covid-19, dato che chi non ha una laurea corre maggiori rischi di contrarre la malattia perché per lo più possiede un lavoro che non può essere condotto in smart-working.