SalutEquità: 500 milioni alle Regioni, ma le liste di attesa sono ancora da recuperare

Fondo sanitario

SalutEquità: 500 milioni alle Regioni, ma le liste di attesa sono ancora da recuperare

di redazione

Lo scorso 17 dicembre la Conferenza Stato-Regioni ha raggiunto l’intesa sull’integrazione della proposta di riparto del Fondo sanitario nazionale 2020 alla luce degli ulteriori 2,5 miliardi di euro che sono stati destinati al Servizio sanitario nazionale attraverso il “Decreto rilancio” e il “Decreto agosto”.

Tra le risorse assegnate alle Regioni vi sono anche i 478,2 milioni di euro vincolati al recupero delle richieste di prestazioni ambulatoriali, screening e di ricovero ospedaliero non erogate durante il lockdown e per la riduzione delle liste di attesa. L’accesso da parte delle Regioni alle risorse stanziate è subordinato alla presentazione, entro il 15 settembre, di un Piano operativo regionale con la specificazione dei modelli organizzativi prescelti, dei tempi di realizzazione e della destinazione delle risorse.

«Proprio per questo però – sostiene Tonino Aceti, presidente di SalutEquità, organizzazione indipendente per la valutazione delle politiche pubbliche – i conti non sembrano tornare molto. Stando infatti ai dati diffusi a novembre dalla Corte dei Conti, secondo i quali a fine ottobre solo 12 Regioni avevano presentato ai ministeri i propri piani operativi di recupero delle liste di attesa e considerando inoltre che le altre Regioni hanno presentato i propri Piani operativi solo tra novembre e dicembre, l’aspetto che non risulta chiaro è come sia stato possibile per buona parte delle Regioni utilizzare in pochissimo tempo tutti i 478 milioni di euro stanziati dal Governo». Non solo: «Ad aumentare i dubbi sull’utilizzo di queste risorse – aggiunge Aceti - vi sono anche i nuovi rallentamenti e in alcuni casi le sospensioni dell’attività ordinaria in seguito alla seconda ondata del virus, proprio il periodo nel quale le Regioni si apprestavano a mandare i Piani operativi ai ministeri».

Allora, per il presidente di SalutEquità, «sarebbe utile conoscere quanti di questi 478 milioni di euro sono stati effettivamente utilizzati per azioni mirate a recuperare le liste di attesa, quante prestazioni sono state effettivamente recuperate e quante siano ancora quelle da recuperare – sottolinea Aceti – e qualora fosse confermato solo un parziale utilizzo di queste risorse perché non si è scelto di riallocare sul 2021 quelle non utilizzate?».

La pandemia finora ha registrato la caduta libera di ricoveri (-40%), ricette per prestazioni di specialistica ambulatoriale (-58%) e screening oncologici (50-55% in meno) oltre che una drastica contrazione della spesa per farmaci innovativi non oncologici che, in alcune Regioni, ha riguardato anche quelli oncologici; 13,3 milioni di accertamenti diagnostici e 9,6 milioni di visite specialistiche in meno. Anche la prevenzione soffre: -54% per gli screening oncologici mammografico, -55% per colorettale e cervicale (-55%). Nel complesso non sono state diagnosticate circa 4.300 neoplasie e 4 mila adenomi.