La scalata della Cina. Ormai è pronta a curarci tutti

Superpotenza biotech

La scalata della Cina. Ormai è pronta a curarci tutti

Al congresso dell’American Society of Clinical Oncology si sono presentati con una terapia oncologica all’avanguardia. La Cina non è più la patria del lavoro a basso prezzo, ma una super-potenza biotecnologica pronta a mettere in discussione il primato americano.
redazione

Con gli occhi del gotha mondiale dell’oncologia puntati addosso, Frank Fan, a capo del programma scientifico dell’azienda cinese Nanjing Legend Biotech, ha illustrato i sorprendenti risultati di una innovativa terapia contro il mieloma multiplo. Dimostrando definitivamente alla platea dell’American Society of Clinical Oncology e all’Occidente intero che la Cina è diventata una potenza biotech pronta a competere con i colossi di Big Pharma. E che il primato americano in questo settore non è per nulla scontato. 

Lo studio presentato da Fan a Chicago (1-5 giugno), come riporta Statnews, ha tenuto ancorati alla sedia tutti partecipanti al meeting annuale dell’Asco, la vetrina più ambita dai ricercatori e dalle aziende con terapie in fase di sviluppo desiderose di entrare nel mercato. La compagnia farmaceutica cinese rappresentata da Fan ha sperimentato con successo l’innovativa terapia Car-T contro il mieloma multiplo. 

Il numero dei pazienti era troppo piccolo per poter stendere i tappeti rossi al relatore cinese, ma i risultati erano talmente promettenti da non poter venire ignorati dagli ascoltatori. Su 35 pazienti, 14 hanno già ottenuto la completa remissione della malattia e 19 stanno completando il periodo di osservazione con buone speranze di guarigione. 

«Quando le persone hanno visto per la prima volta il suo nome tra i relatori - Brad Loncar, a capo di in un’impresa che investe in oncologia - penso che qualcuno sia rimasto perplesso. Ma loro sono in possesso di dati veramente intriganti. L’immunoterapia è una tecnica sofisticata e loro hanno veramente dimostrato di essere all’avanguardia». 

Il messaggio lanciato dalla compagnia Nanjing Legend deve essere arrivato forte e chiaro a chiunque lavori nel mercato biotech: la Cina non è più la patria del lavoro a basso costo ma sta diventando una potenza biotecnologica che ambisce a un ruolo da protagonista accanto ai giganti americani come Merck, Ely Lilli, Tesaro o Incyte. Tutti per altro ben disposti a versare  milioni di dollari ai partner orientali pur di mettere le mani sui nuovi prodotti made in China. 

«È solo l’inizio - dice a Statnews Christian Hogg, Ceo della Hutchison China MediTech di Hong Kong - Vedrete nei prossimi anni sempre più aziende firmare questi accordi ed entrare nel mercato». 

Gran parte del successo cinese si deve al Thousand Talents program, il programma del governo di Pechino che ha previsto una serie di ricompense ai cervelli in fuga che ritornano in patria. I cinesi li chiamano  “tartarughe marine” e sono loro, i ricercatori con esperienza all’estero approdati di nuovo ai lidi famigliari, ad aver fatto decollare le industrie biotech del Paese natale. 

Tra questi c’è Qinwei Zhou che, dopo aver passato più di vent’anni a lavorare alla Eli Lilly in Cina, ora dirige la China’s Innovent Biologics e forma le nuove generazioni di scienziati e manager, innescando il circolo virtuoso all’origine del progresso e dell’innovazione.

«Le istituzioni scientifiche - spiega Hogg - stanno sfornando diplomati di grande talento che vengono istruiti dai manager rientrati dall’estero». 

Il successo cinese è stato studiato a tavolino nei minimi dettagli: la riforma dell’ente regolatorio cinese ha introdotto regole agili per accelerare i tempi del passaggio dal laboratorio al mercato e la distribuzione di laboratori scientifici a basso costo nelle principali città ha favorito la nascita di start-up. 

Resta però ancora da compiere il grande passo: ottenere l’approvazione in Occidente di un farmaco prodotto nei laboratori cinesi. La prima a tagliare l’importante traguardo potrebbe essere la compagnia Chi-Med con una terapia per il tumore del colon-retto. Il momento è vicino.

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