La scienza secondo Trump: solo intelligenza artificiale e computer quantistici meritano un aumento dei finanziamenti, tutto il resto va tagliato

La proposta

La scienza secondo Trump: solo intelligenza artificiale e computer quantistici meritano un aumento dei finanziamenti, tutto il resto va tagliato

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I più colpiti sono gli enti che si occupano di energia e ambiente, come il Department of Energy per cui è stato chiesto un taglio del 17%, l’Environmental Protection Agency (-37%), il National Oceanic and Atmospheric Administration (-31%). 
di redazione

Si salvano intelligenza artificiale e computer quantistici. Tutto il resto della ricerca scientifica finisce nella lista nera del presidente degli Stati Uniti. Basta guardare i numeri contenuti nella manovra da 4.800 miliardi  per l’anno fiscale 2021 (che comincia il 1°ottobre) presentata da Donald Trump al Congresso lo scorso 10 febbraio, per capire quali sono le priorità dell’amministrazione americana in ambito scientifico. Gli unici programmi di ricerca e sviluppo meritevoli di un aumento dei finanziamenti federali sono quelli, per l’appunto, sull’intelligenza artificiale e sul quantum computing, perché da qui si svilupperanno “le industrie chiave del futuro”. 

Finché non si pronuncerà il Congresso, che raramente sottoscrive senza modifiche il piano finanziario del presidente, il documento resta una semplice dichiarazione di intenti, ma è particolarmente indicativo dei “gusti” di Trump specificando chiaramente quel che gli piace e quel che non gli piace. 

Guardando le richieste di budget per il 2021 si capisce subito che i favoriti sono ben pochi: per i National Institute of Health è stato chiesto un taglio del 7 per cento sulla ricerca biomedica, per la National Science Foundation del 6 per cento. Ma ancora più colpiti sono gli enti che si occupano di energia e ambiente, come il Department of Energy per cui è stato chiesto un taglio del 17 per cento, l’Environmental Protection Agency (EPA) (37 per cento), il National Oceanic and Atmospheric Administration (31 per cento). 

Insomma, non ci sono grandi sorprese: i programmi di ricerca sull’ambiente non sono stati mai stati particolarmente apprezzati, per usare un eufemismo, da Trump. Anche la Nasa rientra nel mirino di Trump con un taglio dell’11 per cento dei finanziamenti (a eccezione delle missioni sulla Luna e su Marte che Trump intende invece sponsorizzare). 

Secondo i calcoli effettuati da Science, nel complesso, la spesa federale per la ricerca diminuirebbe del 9 per cento, con un taglio di 13,78 miliardi di dollari. In particolare, gli investimenti del governo in infrastrutture scientifiche e grandi strutture e attrezzature speciali calerebbero del 40 per cento e la spesa per la ricerca di base scenderebbe del 6 per cento. 

Questo è il quarto anno consecutivo in cui Trump propone considerevoli tagli alla spesa federale per la ricerca. E nel mirino del risparmio finiscono sempre le stesse istituzioni, i National Institutes of Health (NIH), la National Science Foundation (NSF), e i programmi scientifici del Department of Energy (DOE). 

Il messaggio contenuto nell cifre della manovra finanziaria è chiaro: in particolare, l'amministrazione vuole raddoppiare la spesa federale per l’intelligenza artificiale e per i computer quantistici arrivando rispettivamente a destinare un budget di quasi 2 miliardi di dollari e 860 milioni nei prossimi due anni.

«Insieme, questi campi sono fondamentali per la competitività globale della nazione e per la salute, la prosperità e la sicurezza del popolo americano» si legge nella nota che accompagna la proposta finanziaria. 

Nel campo della ricerca biomedica l’intenzione di Trump è invece di mantenere stabili i finanziamenti in alcune aree, in particolare nella ricerca sul cancro e sul dolore in età pediatrica, ma di tagliare il resto. «Sarebbe devastante per la scienza biomedica americana», ha commentato su Twitter Ross McKinney presidente dell’Association of American Medical Colleges. Il numero di finanziamenti alle ricerche innovative dei National Institutes of Health dovrebbe scendere, secondo i piani di Trump, a dalle 11.379 di quest’anno a meno di 10mila.

«I tagli al bilancio per la ricerca proposti dall'amministrazione rischiano di rallentare la scienza della nostra nazione proprio quando i progressi stanno procurando benefici per tutti gli americani sotto forma di una migliore salute, un'economia più forte, un ambiente più sostenibile, un mondo più sicuro», ha dichiarato al Washington Post Sudip Parikh, amministratore delegato dell'American Association for the Advancement of Science (Aaas). 

Negli anni precedenti il Congresso ha rifiutato le richieste di Trump approvando piuttosto un incremento della spesa per la ricerca in vari ambiti scientifici. «Trump è Trump.  Può chiedere quello che vuole, ma non vuol dire che succederà», ha detto Michael Lubell, fisico del City College di New York a Nature.