Screening sospesi per Covid. Si rischiano migliaia di morti in più per cancro nei prossimi anni

Il rischio

Screening sospesi per Covid. Si rischiano migliaia di morti in più per cancro nei prossimi anni

La sospensione dei test diagnostici in tempi di Covid porterà a un aumento del 20% dei morti per tumore del colon-retto. Perché i servizi urgenti, gli unici rimasti attivi durante il lockdown, non servono a individuare nuovi casi. È con i controlli di routine che per lo più si fanno le diagnosi

di redazione

Nel bilancio dei danni provocati dall’epidemia di Covid nel Regno Unito potrebbero rientrare anche 3.500 morti per cancro nei prossimi cinque anni. È quanto prevedono gli esperti della London School of Hygiene & Tropical Medicine che hanno stimato i decessi per i quattro principali tipi di tumori (seno, colon-retto, esofago e polmoni) dovuti al mancato accesso agli screening e alle visite mediche di routine durante l’emergenza sanitaria. 

Durante il lockdown nel Regno Unito, i controlli e le visite ambulatoriali (che consentono di diagnosticare  il 30-40% dei casi) sono stati sospesi. Erano possibili solo ottenere visite urgenti prescritte dal medico di famiglia o recarsi a un pronto soccorso. Procedure seguite in pochissimi casi. Dall’introduzione delle misure di contenimento del contagio, lo scorso 16 marzo, le richieste di visite urgenti sono diminuite dell’80 per cento. In parte anche perché nella popolazione si era diffusa l’idea che fosse meglio per tutti tenersi alla larga dalle strutture sanitarie e dai medici. Si è avuto così l’effetto boomerang: per salvarsi dal coronavirus si è rischiato di ammalarsi di cancro. 

«Il nostro studio valuta l'impatto della risposta nazionale a COVID-19, che potrebbe accorciare la vita di migliaia di persone con cancro in Inghilterra nei prossimi 5 anni. Mentre in questo momento tutta l’attenzione è concentrata sui percorsi diagnostici attivati nei casi in cui  si sospetta il cancro, il problema è che un numero significativo di tumori viene diagnosticato in pazienti in attesa di indagine per sintomi non correlati al cancro. Pertanto abbiamo bisogno di un approccio sistematico per evitare le morti in eccesso previste», ha dichiarato Ajay Aggarwal della London School of Hygiene & Tropical Medicine nel Regno Unito che ha guidato la ricerca. 

I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 93mila pazienti affetti da cancro(di età compresa tra 15 e 84 anni, diagnosticati tra il 2010 e il 2012) per stimare gli effetti di un ritardo nella diagnosi sulla sopravvivenza per quattro principali tipi di cancro: seno, colon-retto, esofageo e polmone. 

I risultati sono poi stati trasferiti nello scenario Covid, in cui restano attive solo le procedure di emergenza mentre i servizi di screening e le visite di controllo sono interrotti. 

Le analisi suggeriscono che i ritardi nella diagnosi potrebbero comportare un aumento di circa l’8-10 per cento delle morti per cancro al seno (pari a 281-344 morti in eccesso entro il 2025), un aumento del di 15-17 per cento delle morti per cancro del colon-retto (1445–1563), un aumento del 5 per cento (1235–1372) dei decessi per cancro ai polmoni e un aumento del 6 per cento  (330–342) nelle morti per cancro esofageo nei prossimi 5 anni. 

«I nostri risultati stimano un aumento di quasi il 20 per cento delle morti evitabili di cancro intestinale a causa di ritardi diagnostici. Per evitare che ciò accada, è essenziale che vengano rese urgentemente disponibili maggiori risorse per i servizi di endoscopia e colonscopia che attualmente gestiscono lunghe liste di attesa e che i pazienti si presentino tempestivamente al proprio medico di famiglia se presentano sintomi gastrointestinali importanti», afferma Aggarwal. 

Secondo i calcoli dei ricercatori le morti in eccesso per cancro attribuibili indirettamente alla pandemia corrispondono a un totale di 60mila anni di vita persi. «In media, per ogni morte per cancro evitabile a causa di un ritardo diagnostico, si perderanno 20 anni di vita. Queste stime fotografano un quadro preoccupante e parlano dei molti giovani che sono affetti da cancro nel pieno della vita durante i loro anni più produttivi», ha affermato Richard Sullivan del King College di Londra, co-autore dello studio. 

Gli autori dello studio invitano i politici a intervenire urgentemente per esaurire al più presto le liste d’attesa aumentando i servizi diagnostici di routine non urgenti attraverso i quali il 30-40 per cento dei pazienti riceve una diagnosi di tumore.