Il secondo figlio può aspettare. Così la pandemia ha fatto passare la voglia di allargare la famiglia

L’indagine

Il secondo figlio può aspettare. Così la pandemia ha fatto passare la voglia di allargare la famiglia

Il mondo del futuro sarà pieno di figli unici? È uno scenario possibile dato che molte donne hanno rinunciato al progetto di un secondo figlio durante i primi mesi dell’emergenza sanitaria. C’è la speranza però che, dopo l’introduzione dei vaccini, possano avere cambiato idea

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Immagine: sheldonl, CC0, via Wikimedia Commons
di redazione

Figli unici per colpa della pandemia. Potrebbe essere il destino delle generazioni future. Perché molte donne alle prese con la difficile gestione di un bambino piccolo durante la prima fase dell’emergenza sanitaria globale hanno rimandato il progetto di un’altra gravidanza o vi hanno rinunciato del tutto. 

Secondo uno studio pubblicato su JAMA Network Open, circa la metà delle donne di New York che avevano un figlio con meno di 3 anni e che stavano provando a restare incinta prima della pandemia hanno interrotto i tentativi appena scoppiata la bomba sanitaria. Un terzo delle donne che prima della pandemia avrebbe voluto avere un secondo bambino ma non aveva ancora “avviato la pratica” ha immediatamente rinunciato al progetto non appena il mondo è stato travolto dal virus. 

L’indagine, condotta dalla NYU Grossman School of Medicine, ha coinvolto 1.179 madri di New York che quando è scoppiata la pandemia avevano un figlio tra 0 e 3 anni. I risultati sono in linea con le statistiche demografiche che hanno già registrato un calo della natalità in epoca di Covid-19.  

Negli Stati Uniti nel 2020 sono nati 300mila bambini in meno di quanto ci si sarebbe aspettato in base alle tendenze degli anni precedenti con un picco negativo delle nascite negli ultimi due mesi dell’anno, quelli in cui sarebbero dovuti venire al mondo i bambini concepiti tra marzo e aprile, i mesi più drammatici della pandemia che, evidentemente, hanno fatto passare la voglia di mettere al mondo un altro figlio.

A metà aprile 2020 i ricercatori hanno inviato al campione di donne selezionato un questionario con domande specifiche sulla pianificazione famigliare. Alle donne è stato domandato quali fossero i loro progetti prima e dopo la pandemia. Ebbene, più della metà delle intervistate che aveva interrotto i tentativi di restare incinta nei primi mesi della pandemia non aveva intenzione di riprenderli una volta finita l’emergenza. C’è il forte sospetto quindi che molte donne non abbiano solo rimandato il progetto di un secondo figlio ma vi abbiano rinunciato del tutto. 

«I nostri risultati dimostrano che l'epidemia iniziale di Covid-19 sembra aver indotto le donne a pensarci due volte prima di aumentare le loro famiglie e, in alcuni casi, sembra averle spinte a ridurre il numero di bambini che alla fine pensano di avere. Questo è un altro esempio delle potenziali conseguenze di lunga durata della pandemia oltre ai più ovvi effetti sanitari ed economici», ha dichiarato Linda Kahn a capo dello studio. 

Come c’era da aspettarsi, l’incertezza economica è emersa come la ragione principale per cui si rinuncia a mettere al mondo un altro figlio. 

E anche se in generale il calo demografico non può essere sempre attribuito alle difficoltà economiche, in alcuni periodi il legame tra la crisi finanziaria e il calo della natalità è particolarmente evidente. Lo è stato nella grande crisi del 2008 e lo è oggi con Covid-19.

Va specificato però che l’indagine era stata condotta nel periodo più buio della pandemia. Adesso, grazie alla presenza dei vaccini, la visione del futuro potrebbe essere meno pessimistica e forse le donne risponderebbero in maniera diversa alle domande del questionario. 

I ricercatori hanno intenzione di scoprirlo intervistando nuovamente tra qualche mese lo stesso campione di mamme.