Sei milioni gli italiani con problemi alla tiroide

Settimana mondiale

Sei milioni gli italiani con problemi alla tiroide

redazione

Regolazione del metabolismo, produzione di calore, controllo del ritmo cardiaco, sviluppo del sistema nervoso, accrescimento corporeo, forza muscolare. Sono solo alcune delle molte funzioni vitali che svolge una piccola ghiandola del nostro corpo: la tiroide.

«Possiamo dire che la tiroide è la “centralina” che regola l’energia di tutto il nostro organismo» spiega Paolo Vitti, presidente della Sie, Società italiana di endocrinologia, coordinatore e responsabile scientifico della Settimana mondiale della tiroide, dal 21 al 27 maggio.

Quest’anno il tema della Settimana, organizzata con il patrocinio dell’Istituto superiore di sanità e presentata martedì 15 maggio al ministero della Salute, è “Tiroide è energia” e ha l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sui problemi connessi alle malattie della tiroide e alla loro prevenzione: sono infatti oltre 6 milioni gli italiani con un problema a questa ghiandola.

La prevenzione. Il modo più efficace per prevenire le malattie della tiroide, come spiega Massimo Tonacchera, segretario dell'Associazione italiana della tiroide, è assumere iodio in quantità adeguate, poiché questo elemento è il costituente essenziale degli ormoni tiroidei. Il fabbisogno quotidiano stimato è di 150 microgrammi per gli adulti, 90 per i bambini fino a sei anni, 120 per i bambini in età scolare e 250 per le donne in gravidanza e durante l’allattamento. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda, quindi, l’utilizzo di sale iodato e, se necessario, una quantità supplementare di iodio tramite l’assunzione di integratori.

No allo screening indifferenziato. Nonostante le malattie della tiroide siano così diffuse, gli esperti ritengono che non sia giustificato uno screening indifferenziato della popolazione generale, «essenzialmente per motivi di costo-beneficio – precisa Furio Pacini, presidente dell'Associazione italiana della tiroide – e inoltre per non scoprire malattie subcliniche che non rappresenteranno mai un problema clinico. È invece importante – avverte – la sorveglianza su particolari popolazioni a rischio quali il neonato e la donna in gravidanza».

La profilassi. A 13 anni dall’approvazione della legge 55/2005, che ha introdotto il programma nazionale di iodoprofilassi, «lo stato nutrizionale iodico degli italiani è sicuramente migliorato» osserva Antonella Olivieri, responsabile scientifico dell'Osservatorio nazionale per il monitoraggio della iodoprofilassi in Italia (Osnami). «I dati più incoraggianti – precisa - riguardano il TSH neonatale, ovvero il marcatore che viene utilizzato nello screening neonatale dell’ipotiroidismo congenito che indica lo stato nutrizionale iodico della popolazione dei neonati e, indirettamente, delle loro madri. Grazie alla collaborazione dei centri di screening neonatale regionali e interregionali sul territorio, oggi sappiamo che, nonostante si sia ancora lontani dagli obiettivi fissati dall’Oms che indicano nella soglia massima del 3% di valori elevati di TSH neonatale, l’indice di iodosufficienza, il trend è molto positivo, con una diminuzione del 10% negli ultimi due anni e del 17,2% dal 2004 a oggi»: 6,4% nel 2004; 5,9% nel 2015; 5,3% nel 2017. Anche se incoraggianti, questi dati «suggeriscono che ulteriori sforzi devono essere fatti per garantire la corretta assunzione di iodio in gravidanza – avverte l'esperta - al fine di scongiurare gli effetti negativi sullo sviluppo neuropsichico dei neonati che possono essere causati anche da una carenza iodica lieve».

Le cure. L’asportazione della tiroide è un intervento sicuro ed efficace ma è un intervento delicato e le complicazioni, ancorchè rare, possono essere molto serie. «Ne deriva – dice Luciano Pezzullo, della Società italiana unitaria di endocrinochirurgia - che la scelta della tiroidectomia deve essere attenta e ponderata. Le nuove conoscenze derivate dalla clinica e dagli studi stanno determinando un cambiamento nell’atteggiamento chirurgico che nei prossimi anni sarà meno aggressivo e nei casi di basso rischio sarà anche solo un atteggiamento “osservazionale” evitando l’intervento».

Inoltre, la medicina personalizzata «sta assumendo un’importanza sostanziale nella clinica per aumentare l’efficacia delle terapie ed evitare trattamenti non necessari e dispendiosi» sottolinea Maria Cristina Marzola, consigliere dell'Associazione italiana di medicina nucleare. La cosiddetta “teranostica” (dall'unione delle parole “terapia” e “diagnostica”), aggiunge, «rappresenta una nuova frontiera della medicina che, facendo uso delle informazioni ottenute dalle immagini mediche, è in grado di indirizzare e personalizzare uno specifico approccio terapeutico nel singolo paziente».

La medicina personalizzata «consente oggi al paziente di partecipare attivamente al proprio percorso terapeutico – sottolinea infine Luisa La Colla, presidente del Comitato delle associazioni dei pazienti endocrini - collaborando con tutti i professionisti coinvolti. In questo contesto è sempre più importante l’attività di informazione su stili di vita corretti e percorsi di prevenzione svolta dalle associazioni dei pazienti».

In occasione della Settimana, saranno organizzate diverse iniziative di screening e incontri informativi sulle patologie tiroidee; per informazioni è possibile consultare il sito www.settimanamondialedellatiroide.it e la pagina Facebook dedicata “Settimana mondiale della tiroide”.