Sempre più morti per malattie polmonari. Colpa di fumo, inquinamento e sovrappeso

Il rapporto

Sempre più morti per malattie polmonari. Colpa di fumo, inquinamento e sovrappeso

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Broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma, pneumoconiosi e malattie interstiziali polmonari sono state responsabili di 3,9 milioni di morti nel 2017 pari al 7 per cento dei decessi nel mondo.
di redazione

Fumo, inquinamento e sovrappeso. Se ci si aggiunge la povertà, c’è da rimanere senza fiato. Sono questi i principali fattori di rischio, a parte l’invecchiamento, per l’insorgenza di malattie respiratorie croniche. Broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma, pneumoconiosi (malattia dei polmoni provocata da inalazione di polveri) e malattie interstiziali polmonari sono state responsabili di 3,9 milioni di morti nel 2017 pari al 7 per cento dei decessi nel mondo. È uno dei dati che emergono da una delle più ampie indagini sull’impatto globale delle malattie respiratorie appena pubblicata sul British Medical Journal

Un gruppo di ricercatori cinesi ha estrapolato le informazioni dal Global Burden of Disease Study 2017 per calcolare l’andamento della mortalità e gli anni di vita corretti per disabilità (Daly) associati alle malattie respiratorie croniche tra il 1990 e il 2017 in 195 Paesi del mondo.  

Il Daly è un parametro che serve per valutare l’impatto di una malattia sulla qualità di vita e che si riferisce agli anni di vita in buona salute persi a causa della disabilità. 

Ebbene, nel periodo di osservazione il numero di morti a causa delle malattie respiratorie è aumentato del 18 per cento, passando dai 3,32 milioni del 1990 ai 3,91 milioni del 2017.  Nei Paesi più poveri del mondo si registra il numero maggiore di decessi e di disabilità a causa di disturbi respiratori. «Le regioni con un basso indice socio-demografico registrano il carico maggiore della malattia. Il contributo dei fattori di rischio (come il fumo, l'inquinamento ambientale e un elevato indice di massa corporea) alla mortalità e ai Daly sottolinea la necessità di sforzi urgenti per ridurre l’esposizione a questi fattori», scrivono i ricercatori. 

Il primo fattore di rischio per l’asma e la broncopneumopatia cronico ostruttiva è il fumo di sigarette: nel 2017 il tabacco ha ucciso 1,4 milioni di persone e provocato 33milioni di Daly soprattutto nelle aree disagiate del mondo dove mancano campagne di prevenzione e strategie di salute pubblica anti-fumo. 

Come era prevedibile, il secondo fattore di rischio è l’inquinamento da polveri sottili responsabile di un milione di morti e di 25 milioni di Daly. 

Al terzo posto c’è il sovrappeso. Un indice di massa corporea elevato è stato la causa della maggior parte dei decessi per asma dal 2013 in poi, in particolare tra le donne. 

«Poiché la prevalenza dell'obesità continua ad aumentare a un ritmo preoccupante in tutto il mondo, la perdita di peso dovrebbe essere introdotta nella gestione dei pazienti obesi con asma», scrivono gli autori dello studio. 

Da questa indagine emergono chiaramente alcuni punti fermi: il numero globale delle morti e delle disabilità dovuti a malattie respiratorie croniche nel mondo è aumentato notevolmente negli ultimi trent’anni principalmente a causa di tre fattori, fumo, inquinamento e sovrappeso. I Paesi più poveri sono quelli più esposti al rischio di malattie respiratorie e più bisognosi di interventi di prevenzione. 

Sono elementi di cui gli esperti di salute pubblica globale devono tenere conto, affermano i ricercatori, per pianificare interventi sanitari mirati.