Sempre più numerosi i medici colpiti da burnout

Il sondaggio

Sempre più numerosi i medici colpiti da burnout

di redazione

Uno su dieci tra i medici di famiglia, uno su quattro tra le guardie mediche, il 4% degli ospedalieri: sono sempre più i medici vittima di burnout secondo il sondaggio “La condizione dei medici a due anni dall’inizio della pandemia” condotto dall’Istituto Piepoli per conto della Fnomceo, la Federazione degli ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo), presentato giovedì 21 aprile a Roma alla Conferenza nazionale sulla Questione medica.

Disturbi del sonno, stress, ansia, paura: sono questi i principali disturbi che affliggono i camici bianchi dopo la pandemia da Covid-19.

«I medici sono in difficoltà» dice il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli. «Le criticità che già affliggevano la professione, la carenza di personale, i mancati investimenti, la mentalità aziendalista volta a far quadrare i bilanci più che a definire obiettivi di salute – prosegue - sono state acuite dall’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia. È per sanare questo disagio, e per tornare protagonisti del Servizio sanitario nazionale nel momento cruciale della sua riforma che, un anno fa, la Fnomceo, insieme ai sindacati medici, ha sollevato quella che abbiamo definito “la Questione medica”. Oggi, ci ritroviamo qui, tutti insieme, per rivendicare il nostro ruolo, a livello professionale e sociale».

Secondo l’Istituto Piepoli, oltre 15 mila medici e odontoiatri sono colpiti da burnout. Un dato che per Anelli è «sicuramente sottostimato: secondo una metanalisi condotta su 55 studi pubblicati sui disturbi a carico dei medici dopo il primo anno di pandemia, una percentuale significativa di colleghi sta sperimentando alti livelli di sintomi di depressione e ansia. La prevalenza di depressione e ansia nei sanitari è rispettivamente del 20,5% e del 25,8%».

A questo punto «chi cura i curanti?» si chiede Anelli. «La perdurante mentalità aziendalista che pervade il nostro Servizio sanitario nazionale, tutta concentrata solo sui risultati economici non ha permesso – sostiene il presidente della Fnomceo - di mettere in atto iniziative tese a rilevare questo drammatico fenomeno, né tantomeno a interrogarsi su come prevenirlo e affrontarlo».

Per questo, i medici chiederanno, tra le altre cose, il riconoscimento del burnout come malattia professionale.

Questa e le altre richieste dei medici saranno sintetizzate in un Manifesto in venti punti che rispondano a «un progetto di rilancio del Servizio sanitario nazionale che superi le disuguaglianze e disomogeneità nelle diverse aree del Paese».