Sono quasi 1,7 milioni i donatori di sangue italiani

Il 14 giugno la Giornata mondiale

Sono quasi 1,7 milioni i donatori di sangue italiani

di redazione

Dopo qualche anno con il segno meno, torna a salire il numero dei donatori di sangue: nel 2018 sono stati 1.682.724, con un aumento dello 0,2% rispetto all’anno precedente.

Lo certificano i dati del Centro nazionale sangue, resi noti in una conferenza stampa mercoledì 12 giugno in vista della Giornata mondiale del donatore di sangue che l’Oms celebra il 14 giugno.

I nuovi donatori (cioè quelli che non hanno mai donato o non lo hanno fatto negli ultimi due anni) sono poco più di 371 mila, in calo del 3,7%, mentre il 91,7% del totale è rappresentato da donatori iscritti alle associazioni di volontari.

In leggero calo anche i pazienti trasfusi, che nel 2018 sono stati circa 630 mila contro i 637 mila dell’anno precedente. In totale le trasfusioni effettuate durante l’anno sono state quasi 3 milioni. L’inversione di tendenza non riguarda i donatori in aferesi (che permette di donare soltanto alcune parti del sangue, come plasma e piastrine) che sono stati 202 mila, con un calo dell’1,6%.

Nel 2018 sono stati comunque raccolti 840 mila chilogrammi di plasma, 4 mila in più rispetto all’anno precedente, pienamente in linea con gli obiettivi del Programma nazionale plasma. Per il sangue è stata garantita anche lo scorso anno l’autosufficienza totale, che per i derivati del plasma è circa al 70%.

«Le trasfusioni e le terapie salvavita con i farmaci derivati del plasma sono inseriti nei Livelli essenziali di assistenza – ricorda il ministro della Salute, Giulia Grillo - ma solo grazie allo sforzo dei donatori e delle loro associazioni è possibile garantirle quotidianamente ai pazienti. Dobbiamo tutti lavorare per sostenere e sviluppare il sistema sangue italiano, recentemente riconosciuto come un modello da seguire anche dall’Oms, che ci ha affidato l’organizzazione dell’evento globale della Giornata mondiale dei donatori del 2020. Proprio la candidatura, così come il nuovo portale sulle donazioni presentato oggi – conclude il ministro - sono alcuni esempi di una collaborazione sempre più stretta fra tutti gli attori del sistema, a cominciare dal ministero e dal Centro nazionale sangue, indispensabile a questo scopo».

La Giornata mondiale è infatti anche l’occasione per presentare il nuovo portale, realizzato in collaborazione da ministero della Salute e Centro nazionale sangue, che si propone di essere un punto di riferimento sia per i donatori abituali sia per i nuovi e gli aspiranti donatori, con informazioni di servizio, articoli di contrasto alle fake news e testimonianze dal mondo del volontariato.

I donatori invecchiano. Nella fascia di età tra 18 e 25 anni sono in calo costante dal 2013 e nel 2018 sono risultati poco più di 210 mila, il 12% del totale. Stesso trend per quelli tra 26 e 35 anni, che erano lo scorso anno 290 mila, circa il 17%. Per effetto dell’invecchiamento della popolazione, crescono invece i donatori nelle fasce più “anziane”: nelle fasce 36-45 e 46-55 sono rispettivamente il 25% e il 29%.

Mancano i medici. Il sistema trasfusionale in Italia conta su oltre 270 Servizi trasfusionali ospedalieri. Dal 2017 al 2018 il numero totale di professionisti si è ridotto in dieci Regioni di 64 unità. Nei prossimi dieci anni si stima un fabbisogno di circa 500 unità di medici specialisti a causa del turnover.

I dati regionali. Il Friuli Venezia Giulia si conferma la Regione con il maggior numero di donatori totali, seguito dalla Provincia autonoma di Trento e dalla Sardegna. Per quanto riguarda l’andamento 2018, circa metà delle Regioni ha fatto segnare un aumento nel numero dei donatori.

«Viviamo in una situazione di sostanziale equilibrio – commenta il direttore generale del Centro nazionale sangue, Giancarlo Liumbruno - ma in alcune Regioni periodicamente è necessario ricorrere al sistema della compensazione. È importante che tutte le Regioni garantiscano un'organizzazione della rete regionale di medicina trasfusionale tale da mantenere costanti i livelli di raccolta di plasma e sangue, ad esempio diversificando gli orari di apertura dei centri di raccolta per venire incontro alle esigenze dei donatori». La carenza di medici «sconta anche l’assenza di una specializzazione in Medicina trasfusionale- sostiene Liumbruno - abbiamo chiesto agli assessorati alla Salute delle Regioni, insieme ai presidenti dei Collegi dei professori di Ematologia e Patologia clinica di aumentare la disponibilità di borse di studio per queste specialità per coprire gli organici anche nei Servizi trasfusionali».