Spreco alimentare: il 17% del cibo nel mondo viene buttato

Il rapporto UNEP

Spreco alimentare: il 17% del cibo nel mondo viene buttato

L’ultimo rapporto dell’UNEP sullo spreco alimentare invita i governi a correre ai ripari. Anche perché per produrre il cibo che poi buttiamo si produce il 10 per cento delle emissioni globali di gas serra

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Immagine: Andrea Leganza / flickr
di redazione

Prendete 23 milioni di camion, caricateli di 40 tonnellate di cibo, e metteteli intorno all’equatore. La fila è talmente lunga da riuscire a fare il giro del mondo 7 volte. È lo sforzo di immaginazione richiesto dagli esperti dell’UN Environment Programme (UNEP) per visualizzare la quantità di cibo che viene sprecato ogni anno nel mondo. 

Nel 2019, 931 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, pari al 17 per cento di tutto il cibo disponibile ai consumatori, è finito nella spazzatura. Il 61 per cento degli sprechi avviene tra le mura domestiche, il 26 per cento nei servizi di ristorazione e il 13 per cento nei mercati, supermercati o negozi di alimentari (venditori al dettaglio). 

Il dato è diffuso dal Food Waste Index Report 2021, il rapporto sullo spreco alimentare nel mondo a cura dell’Unep in collaborazione con l’organizzazione non governativa WRAP. 

Le cifre dello spreco alimentare stonano non poco con quelle delle persone colpite dalla fame nel mondo: nel 2019 hanno sofferto la fame 690 milioni di persone, un numero destinato ad aumentare con la pandemia, e altri tre miliardi di persone non hanno potuto permettersi una dieta sana. 

I ricercatori hanno selezionato 152 stazioni di monitoraggio in 54 Paesi scoprendo che lo spreco è universale, avviene con estrema disinvoltura  in qualunque Paese indipendentemente dal reddito. 

Le famiglie contribuiscono in misura maggiore, gettando nella spazzatura l’11 per cento del cibo totale disponibile, seguono i servizi di ristorazione e i punti vendita che sprecano rispettivamente il 5 e il 2 per cento degli alimenti disponibili.

Ogni anno nel mondo vengono sprecati 121 chilogrammi di cibo pro-capite, di cui 74 nelle famiglie. Intanto però per produrre il cibo destinato al secchio della spazzatura si emette dall’8 al 10 per cento dei gas serra prodotti globalmente. 

«Se vogliamo fare sul serio nell'affrontare il cambiamento climatico, il consumo della natura, la perdita della biodiversità, l'inquinamento e lo spreco, le imprese, i governi e i cittadini di tutto il mondo devono fare la loro parte per ridurre lo spreco alimentare. Il Food Systems Summit delle Nazioni Unite di quest'anno fornirà un’opportunità per lanciare nuove e audaci azioni per contrastare lo spreco alimentare a livello globale», ha dichiarato Inger Andersen, direttore esecutivo dell’UNEP. 

Contrariamente a quanto si possa pensare, il cibo si spreca anche nei Paesi a basso e medio reddito e non solo in quelli ricchi. 

«Per molto tempo si è pensato che lo spreco di cibo nelle famiglie fosse un problema significativo solo nei paesi sviluppati. Con la pubblicazione del rapporto sull'indice dello spreco alimentare, vediamo che le cose non sono così nette. Se non aumenteremo in modo significativo gli investimenti nella lotta allo spreco alimentare domestico a livello globale, non raggiungeremo l’obiettivo di sviluppo sostenibile 12.3 (che prevede di dimezzare lo spreco alimentare nel mondo entro il 2030, ndr).  Questa deve essere una priorità per governi, organizzazioni internazionali, imprese e fondazioni filantropiche», ha detto Marcus Gover Ceo di WRAP.