Lo strano caso dei farmaci anticancro: il prezzo sale anche quando arriva la concorrenza

L’indagine

Lo strano caso dei farmaci anticancro: il prezzo sale anche quando arriva la concorrenza

In genere succede il contrario: aumenta l’offerta e scendono i costi
redazione

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Nel periodo di osservazione di 12 anni, il costo medio di tutti gli antitumorali iniettabili è cresciuto del 37 per cento, al netto dell'inflazione.

Il mercato ha le sue regole, insegnano gli economisti. E la prima è alla portata di tutti, intuitiva e comprensibile anche a chi non è esperto di finanza: quando entra in scena la concorrenza, i costi del prodotto iniziale inevitabilmente scendono. Aumenta l’offerta, si abbassano i prezzi. Ma ogni regola ha le sue eccezioni. I farmaci anticancro negli Stati Uniti, per esempio, si comportano in modo anomalo: i prezzi salgono indipendentemente dall’ingresso nel mercato di altri medicinali preparati per la competizione. E, secondo gli autori di uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, la “stranezza” deve essere corretta, per il bene dei pazienti costretti anche a rununciare a opportunità terapeutiche non coperte dall’assicurazione e troppo care per le loro tasche.

I ricercatori hanno seguito l’andamento mensile dei prezzi di 24 farmaci per la cura del cancro approvati dalla Food and Drugs Administration (FDA) tra il 1996 e il 2012. Dalla ricerca sono stati esclusi i farmaci per il dolore o la gestione degli eventi avversi, le citochine o le terapie ormonali, le terapie con cellule T, i farmaci che hanno perso l'approvazione e i farmaci i cui brevetti sono scaduti durante il periodo preso in esame. 

L’indagine è stata condotta da un team di scienziati di quattro prestigiosi centri di ricerca, la Ben-Gurion University  (BGU), il Rabin Medical Center, la Tel Aviv University in Israele, e la Emory University di Atlanta.

Nel periodo di osservazione di 12 anni, il costo medio di tutti gli antitumorali iniettabili è cresciuto del 37 per cento, al netto dell'inflazione. Restringendo il campo di osservazione a periodi più brevi si ha un aumento annuo medio del costo mensile del 3,7 per cento.

Dallo studio emerge che i prodotti farmaceutici hanno seguito una strada tutta loro e i costi sono saliti indipendentemente da ciò che accadeva intorno: i prezzi non sono stati influenzati dalle nuove approvazioni della Fda, né dalla presenza di nuove indicazioni “off-label” e neanche dall’ingresso nel mercato di farmaci concorrenti.

«Questo  è il primo studio che indaga in maniera sistematica i cambiamenti dei costi dei farmaci antitumorali nel tempo e in rapporto alla struttura del mercato», hanno scritto i ricercatori. «Indipendentemente dalla competizione o dalle indicazioni supplementari il nostro studio ha dimostrato che esiste un aumento costante nel tempo dei costi dei farmaci anticancro brevetttati. Crediamo che siano necessarie nuove regolamentazioni per prevenire ulteriori aumenti dei prezzi dopo il lancio».