È tornata la scarlattina. Mai così tanti casi dagli anni Sessanta

L'allarme

È tornata la scarlattina. Mai così tanti casi dagli anni Sessanta

La malattia è sempre rimasta tra noi. Ma in pochi anni i casi si sono moltiplicati. Specie in UK
redazione

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Nel Regno Unito si è passato da 8 casi per 100 mila bambini nel 2013 ai 33 per 100 mila nel 2016. In Italia si contano tra i 15 mila e i 18 mila casi all'anno. Immagine: Streptococcus pyogenes By Photo Credit: Content Providers(s), via Wikimedia Commons

Mistero.  Non è un termine che si addice alla scienza, ma rende perfettamente l'idea. Gli epidemiologi inglesi firmatari di uno studio pubblicato su Lancet Infectious Diseases brancolano nel buio: nel Galles e in Inghilterra i casi di scarlattina sono triplicati a partire dal 2013 per ragioni ancora sconosciute. Nel 2013 si contavano 8 casi per 100 mila bambini. Nel 2014 si è arrivati a 27 su 100 mila per salire a 33 per 100 mila nel 2016 con 620 focolai. È il numero più alto mai registrato dal 1967 a oggi.

Lo stesso fenomeno è stato osservato in alcuni Paesi dell'Asia, Corea del Sud, Vietnam, Cina e Homg Kong. E anche in questo caso la causa è ignota. Resta da chiarire, inoltre, se i due eventi siano collegati oppure no. 

«Le ragioni di questa escalation - ammettono i ricercatori - sono oscure e riuscire a individuarle resta una priorità per la salute pubblica». Gli autori dello studio sospettano che gli stessi preoccupanti dati potrebbero emergere in altri Paesi del mondo se qualcuno fosse impegnato a raccoglierli. Il problema è che in molti Stati, Usa in primis, la scarlattina non viene monitorata dai sistemi di sorveglianza. I Centers for Disease Control and Prevention, infatti, non registrano la diffusione della malattia nel Paese. In Italia vengono notificati tra i 15 mila e i 18 mila casi all'anno, ma il monitoraggio dell'infezione è più efficiente in alcune regioni che in altre. 

La scarlattina è provocata dal batterio Streptococco A (Streptococcus pyogenes). Grazie all'avvento degli atibiotici la malattia non è più mortale come era un tempo. Ma non va sottavalutata. Si manifesta con una evidente e facilmente riconoscibile eruzione cutanea accompagnata da un forte mal di gola. Se trascurata può avere conseguenze anche gravi  con infiammazioni acute delle articolazioni e dei reni e con ripercussioni sul cuore. I più colpiti sono i bambini e, difffondendosi per via aerea, può essere trasmessa facilmente ai compagni di scuola, che come è immaginabile sono i luoghi più a rischio. 

A partire dagli anni Ottanta i casi di scarlattina si sono ridotti, ma la malattia non è mai stata debellata completamente. «È sempre rimasta iniseme a noi», commenta Theresa Lamagni, epidemiologa del Public Health England e principale autrice dello studio. 

Fortunatamente l'aumento dei casi di scralattina segnalato con allarme dagli esprti di salute pubblica inglesi non ha fatto vittime. Almeno finora.

La malattia, però, non è una passeggiata tanto che il 3 per cento dei bambini contagiati è stato ricoverato in ospedale. 

Per comprendere le cause di questa improvvisa diffusione della patologia batterica, i ricercatori hanno analizzato campioni di batteri ottenuti da 303 pazienti nel 2014. L'ipotesi dei ricercatori è che si stia diffondendo un nuovo e più resistente ceppo del batterio. Ma i casi asiatici hanno messo in crisi le loro convinzioni: le infezioni sono causate da più ceppi e non c'è alcuna prova che dimostri l'esistenza di un unico superbatterio resposanbile del danno. 

Il che potrebbe non essere una cattiva notizia. Resta, tuttavia, un rompicapo comprendere il perché di questa recrudescenza dell'infezione. «I ceppi non ci hanno dato la risposta», scrivono gli autori dello studio. «Stavamo davvero riponendo le nostre speranze su questo aspetto, perché si trattava  della spiegazione più ovvia. Siamo ancora pensando cosa diamine potrebbe essere. Ma al momento non abbiamo una risposta».