In tutto il pianeta 18 milioni di tumori nel 2018

Giornata mondiale contro il cancro

In tutto il pianeta 18 milioni di tumori nel 2018

di redazione

Nel 2018 sono stati stimati, nel mondo, più di 18 milioni di nuovi casi di cancro. Erano 12 milioni nel 2008: a ricordarlo è Giordano Beretta, presidente nazionale dell'Aiom (l'associazione degli oncologi italiani) e responsabile dell’Oncologia medica all’Humanitas Gavazzeni di Bergamo, alla vigilia della la Giornata mondiale contro il cancro del 4 febbraio, che ha l’obiettivo di evidenziare l’impegno di ognuno nella lotta contro la malattia (lo slogan di quest’anno è I am and I will).

La malattia «è in costante crescita nel mondo per la diffusione di stili di vita scorretti – prosegue Beretta - a cui si aggiungono anche fattori ambientali. La qualità del nostro sistema sanitario è testimoniata dalla sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, che presenta tassi più alti rispetto alla media europea nei tumori più frequenti»: 86% nella mammella (83% Ue), 64% nel colon (60% Ue), 16% polmone (15% Ue) e 90% prostata (87% Ue). «Raggiungiamo questi risultati – sottolinea il presidente Aiom - con minori investimenti: la spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil nel nostro Paese ha registrato un calo, passando dal 7% nel 2010 al 6,5% nel 2017, a fronte del 9,8% della media europea».

In dieci anni, in Italia, i pazienti vivi dopo la diagnosi di tumore sono aumentati del 53%: erano 2 milioni e 250 mila nel 2010, oggi sono 3 milioni e 460 mila. Un risultato molto importante, che conferma i passi in avanti realizzati nell’assistenza oncologica e che colloca il nostro Paese ai vertici in Europa e nel mondo.

«Vi sono, però, ancora differenze regionali che devono essere superate perché nessuno rimanga indietro e tutti possano accedere alle cure più efficaci indipendentemente dal luogo in cui vivono» lamenta il presidente Aiom.

In Italia, nel 2019, le nuove diagnosi di cancro sono state 371 mila. «Rispetto al 2018, si è registrato un calo di circa 2 mila casi, a cui ha contribuito l’efficacia dello screening del tumore del colon retto, che permette di individuare lesioni a rischio prima della loro trasformazione in neoplasia» spiega Beretta. «L’adesione alla mammografia, nel 2017, ha raggiunto il 55% e allo screening colorettale il 41%. Vi sono notevoli differenze fra Nord e Sud che vanno ricondotte anche alla diversa copertura. Per quanto riguarda la mammografia, quest’ultima è praticamente completa nell’Italia settentrionale e centrale, al Sud invece solo sei donne su dieci ricevono l’invito. Nello screening colorettale, al Nord e al Centro – precisa il presidente Aiom - siamo vicini alla copertura completa, rispettivamente 92% e 95%, il Sud invece è ancora sotto il 50%».

Non solo. A ottobre 2019, la Campania «è stata la prima in Italia a fornire gratuitamente a tutti i pazienti colpiti da melanoma, un tumore della pelle, la combinazione di due molecole immunoterapiche, nivolumab e ipilimumab» osserva Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell’Istituto tumori Pascale di Napoli. Un anno fa, ricorda l'oncologo, la terapia era stata approvata dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), ma lasciata in fascia C del Prontuario e pertanto non rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale, con «un grave danno per i pazienti colpiti da melanoma, soprattutto per i cittadini con metastasi cerebrali asintomatiche, circa il 40% del totale, per i quali questa combinazione ha evidenziato risultati importanti: il 70% delle persone è libero da recidiva a due anni, motivo per cui tale trattamento è riconosciuto come prima opzione dalle maggiori linee guida internazionali in questi pazienti. Nelle altre Regioni la terapia non è ancora rimborsata, chiediamo che le Istituzioni locali si attivino quanto prima perché i malati non possono aspettare».

Dal canto suo, la Lombardia è stata apripista sui test genomici, stabilendone a settembre 2019 la rimborsabilità per le donne con carcinoma della mammella in stadio iniziale:È stata la prima Regione ad adottare un provvedimento di questo tipo» sottolinea Nicla La Verde, membro del Direttivo nazionale Aiom e direttore dell'Oncologia al Sacco di Milano.

Proprio nel trattamento del tumore della mammella si stanno evidenziando preoccupanti disparità nell’accesso alle terapie. «In particolare, nelle forme che esprimono in quantità eccessiva la proteina HER2 – rileva Lucia Del Mastro, membro del Direttivo nazionale Aiom e responsabile della Breast Unit al San Martino di Genova - e che rappresentano circa il 15-20% dei casi». Nel 2015 l'Ema ha approvato pertuzumab, terapia a bersaglio molecolare, prima della chirurgia, l'Aifa ha recepito l’indicazione europea, però nel 2017 ha deciso di non rimborsare la molecola.

Il 4 e 5 febbraio a Milano, Aiom e Fondazione Aiom organizzano un corso di formazione sulle linee-guida destinato ai pazienti, «ma – avverte infine Massimo Di Maio, segretario nazionale Aiom e direttore dell’Oncologia dell’ospedale Mauriziano di Torino - le linee-guida non bastano. Per estendere le “buone pratiche” a tutto il territorio, devono essere implementate le reti oncologiche regionali, la cui attivazione a oggi risulta eterogenea»