Negli ultimi quarant'anni gli italiani hanno guadagnato dieci anni di vita

Meridiano Sanità

Negli ultimi quarant'anni gli italiani hanno guadagnato dieci anni di vita

di redazione

Da quando è stato istituito il Servizio sanitario nazionale - quarant'anni fa - gli italiani hanno guadagnato quasi dieci anni di vita.

A rilevarlo è il XIII Rapporto Meridiano Sanità, presentato martedì 13 novembre a Roma.

Con questo exploit, gli italiani hanno così raggiunto un’aspettativa di vita media alla nascita di 83,3 anni, anche se con importanti diseguaglianze territoriali, come la differenza di 3,4 anni tra la provincia di Firenze (84,2 anni in media tra uomini e donne) e quella di Caserta (80,8 anni). Nel prossimo ventennio prevede il Rapporto, quasi un terzo (31%) degli italiani avrà più di 65 anni, mentre la di popolazione attiva (tra i 15 e i 64 anni) si ridurrà al 57%.

A fronte di una rilevante riduzione nella mortalità per alcune malattie ad alto impatto (cardiovascolari, tumori e malattie metaboliche) si assiste a un aumento esponenziale delle prevalenze, indice di una aumentata cronicizzazione. All’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle malattie croniche devono aggiungersi le sfide della multimorbilità, la minaccia globale dell’antimicrobico resistenza (AMR) e il contrasto delle malattie infettive. L’insieme di queste sfide impone una rinnovata attenzione alla prevenzione primaria e alla prevenzione secondaria.

L’invecchiamento della popolazione e gli impatti delle malattie croniche proiettano la spesa sanitaria in percentuale sul Pil dall'attuale 6,6% all’8,3% nel 2050, secondo lo scenario previsionale di Meridiano Sanità, passando da 116 miliardi di euro di oggi a 213 miliardi del 2050.

Insomma, se oggi l’Italia presenta uno stato di salute ottimo nel confronto europeo, in futuro il nostro Paese potrebbe non riuscire a garantire il mantenimento o il miglioramento delle performance registrate fino a oggi.

Nel frattempo, comunque, secondo il Meridiano Sanità Index, che ha l’obiettivo di fornire una valutazione multidimensionale delle performance del sistema sanitario attraverso un confronto con i principali Paesi europei, considerando lo stato di salute della popolazione, l’Italia risulta prima in Europa, migliorando dal terzo posto dello scorso anno.