In USA stanno per approvare un farmaco contro il vaiolo. Potrebbe servire in caso di attacco bio-terroristico

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In USA stanno per approvare un farmaco contro il vaiolo. Potrebbe servire in caso di attacco bio-terroristico

È una misura di prevenzione estrema. Ma meglio non essere impreparati di fronte a un virus letale
redazione

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Nuove medicine per vecchie malattie. In tempi di minacce terroristiche succede anche questo: tornerà disponibile una terapia contro una malattia eradicata da più di trent’anni

Si chiama tecovirimat o Tpoxx ed è un farmaco di cui pensavamo di non aver più bisogno. Non sono d’accorso gli esperti della Food and Drug Administration, convinti che questa nuova terapia contro il vaiolo, malattia scomparsa dal mondo da più di trent’anni, debba essere approvata in tempi rapidi per far fronte a un attacco di bioterrorismo impossibile da escludere. 

Ecco perché c’è chi ha investito tempo e denaro per sviluppare una nuova medicina per una vecchia malattia. 

Senza armi di difesa il virus del vaiolo ucciderebbe il 30 per cento delle persone infettate lasciando i sopravvissuti con cicatrici profonde sul corpo. 

Gli effetti devastanti del virus sono testimoniati dai numeri del passato: nel XX secolo, prima che venisse debellata grazie a una campagna di vaccinazione globale, l’infezione ha causato dai 300 ai 500 milioni di morti nel mondo. 

Il virus è classificato sotto la categoria “A” dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases che comprende i patogeni più pericolosi. Il vaiolo infatti possiede due caratteristiche preoccupanti, requisiti perfetti per scatenare un’epidemia incontrollabile: è potenzialmente mortale e si diffonde facilmente da persona a persona. Alcuni campioni del virus sono rimasti conservati per scopi scientifici negli Usa e in Russia. Nessuno al mondo ha più ricevuto un vaccino dagli anni Ottanta in poi. 

«Sarebbe catastrofico se il virus dovesse riapparire accidentalmente o a causa di un attacco bioterroristico», ha dichiarato Robin Robinson ex direttore della Biomedical Advanced Research and Development Authority, l’agenzia federale incaricata di proteggere i cittadini dalle minacce biologiche.

Il nuovo prodotto per il trattamento del vaiolo sottoposto al vaglio della Fda è stato testato sia sugli animali che sugli uomini. Nel primo caso per valutare l’efficacia del farmaco, nel secondo per stabilirne la sicurezza e il dosaggio corretto. Nelle scimmie e nei conigli infetti con un virus equivalente a quello del vaiolo, il tecovirimat è riuscito a evitare la morte al 90 per cento degli animali. Mentre quasi tutti gli animali che non avevano ricevuto il farmaco non sono riusciti a sopravvivere. La nuova medicina dovrebbe essere assunta al momento della comparsa dei primi sintomi, generalmente dopo 10-14 giorni dal contagio, quando sale la febbre e si formano le tipiche pustole sulla pelle. 

«Ci si può preparare al disastro in forme e modi differenti», ha detto Grant McFadden dell’Arizona State University a Tempe non coinvolto nello sviluppo del tecovirimat. «In questo caso ci prepariamo a un’epidemia di una malattia infettiva. Nell’eventualità in cui il vaiolo comparisse nuovamente abbiamo bisogno di un farmaco che possa effettivamente bloccare la progressione dell’infezione». 

In attesa della definitiva approvazione dell’Fda, nei  magazzini della Strategic National Stockpile, il deposito nazionale di medicinali di tutti i tipi per le emergenze sanitarie, sono già ospitati due milioni di confezioni di Tpoxx.