Un bagno d’aria aperta per combattere l’ansia da pandemia

La soluzione

Un bagno d’aria aperta per combattere l’ansia da pandemia

50318479313_792e2ceb6c_k.jpg

Immagine: Marco Trovò / Flickr (https://www.flickr.com/photos/marcotrovo/50318479313/in/pool-38072161@N00)
di redazione
I ragazzi che frequentavano parchi e giardini prima della pandemia hanno gestito meglio lo stress una volta arrivato Covid-19. E quelli che hanno continuato a stare all’aria aperta hanno preservato la loro salute mentale

Di tutte le misure restrittive che possono essere imposte per combattere la pandemia, la chiusura dei parchi nelle città è la prima che andrebbe scongiurata. Perché anche un piccolo assaggio di natura ogni tanto può migliorare il benessere degli adolescenti, soprattutto quello psichico.  Un nuovo studio pubblicato su International Journal of Environmental Research and Public Health sembra quindi invitare i governi a lasciare aperte le porte dei giardini pubblici durante i lockdown per consentire ai teenager di stare all’aria aperta sfruttando gli effetti benefici del verde sulla salute mentale. 

I ricercatori della North Carolina State University hanno condotto un’indagine negli Stati Uniti tra aprile e giugno 2020 coinvolgendo 624 bambini e ragazzi tra i 10 e i 18 anni. I partecipanti hanno risposto a un questionario sul tempo libero nel quale dovevano specificare quanto tempo passassero all’aperto e come giudicassero la loro salute mentale. 

Dai risultati è emerso che la pandemia ha messo a dura prova la salute mentale degli adolescenti: il 52 per cento degli intervistati ha sperimentato un peggioramento dell’umore e del benessere psicologico da quando è scattata l’emergenza sanitaria globale. 

Il 64 per cento dei ragazzi ha dichiarato di aver ridotto notevolmente le attività all’aperto durante i primi mesi della pandemia, ma il 77 per cento è convinto che passare del tempo nella natura possa aiutare a superare lo stress e l’ansia associati alla pandemia. 

Dopo aver suddiviso le attività ricreative per tipologia, i ricercatori hanno notato che le attività all'aperto come sport, ciclismo, passeggiate, corsa o pattinaggio erano diminuite del 41,6 per cento durante il periodo dello studio, le attività nella natura come il campeggio, l'escursionismo, la pesca, la caccia e il canottaggio erano diminuite del 39,7 per cento, e le attività familiari all'aperto erano diminuite del 28,6 per cento. Nei primi mesi della pandemia, circa il 60 per cento degli adolescenti affermava di trascorrere del tempo all'aperto solamente una volta alla settimana o anche meno.

Le mancate uscite hanno avuto ripercussioni negative sul benessere psichico. Al contrario, i ragazzi che hanno passato più tempo nella natura sono riusciti a reagire meglio alla difficile situazione, con meno conseguenze sull’umore. 

«Questo ci dice che le attività ricreative all'aperto possono promuovere il benessere dei bambini quando vengono svolte e possono potenzialmente comprometterlo quando invece non è possibile parteciparvi», affermano i ricercatori. 

Ma le attività all’aperto non hanno solo un potere terapeutico, ma anche preventivo. Gli adolescenti che erano più abituati a stare nella natura prima della pandemia hanno reagito meglio ai cambiamenti imposti dall’emergenza sanitaria. Coloro che uscivano frequentemente prima che arrivasse Covid-19 cioè non sono stati travolti dall’ansia e dallo stress tanto quanto i coetanei che non frequentavano parchi e spazi verdi nel periodo pre-pandemico.