Da San Diego al Cilento il segreto della longevità è la saggezza: chi è saggio è meno solo

Lo studio

Da San Diego al Cilento il segreto della longevità è la saggezza: chi è saggio è meno solo

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Immagine: Rasterisk / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)
di redazione
Stano ma vero. Quel che vale per il Cilento vale anche per San Diego. La saggezza allunga la vita perché le persone sagge sono meno sole. Ed è risaputo che la solitudine è un fattore di rischio per diverse malattie. Lo studio italo-americano su due popolazioni che più diverse non si può

Vecchiaia e saggezza vanno a braccetto. Ma è la saggezza che allunga la vita o è la vecchiaia che fa diventare saggi? Secondo uno studio appena pubblicato su Aging and Mental Health la prima ipotesi è quella più convincente. La saggezza allunga la vita. E lo fa in maniera indiretta, che curiosamente è la stessa sia a San Diego in California che nel Cilento in Italia: riducendo la solitudine. I ricercatori della University of California San Diego School of Medicine e dell’ Università di Rome La Sapienza sono giunti alle stesse conclusioni. Le persone che mostrano livelli elevati di saggezza, intesa coma una combinazione di sapienza, empatia, compassione, auto consapevolezza e razionalità, sono meno sole. E la solitudine, è risaputo, è una condizione critica per la salute associata al rischio di sviluppare diverse patologie.

«Esiste una significativa correlazione inversa tra solitudine e saggezza. Le persone con punteggi più alti sulla scala della saggezza erano meno sole e viceversa. La solitudine era costantemente associata a scarse condizioni di salute generale, peggiore qualità del sonno e minore felicità, mentre per la saggezza era vero il contrario», ha dichiarato Dilip V. Jeste, della UC San Diego School of Medicine.

I ricercatori hanno osservato la relazione inversa tra saggezza e solitudine nelle due fasce di età prese in considerazione nello studio, quella tra i 60 e i 65 anni, e quella over 90, tanto a San Diego quanto nel Cilento. 

«È sorprendente che i risultati relativi a questi due tratti, solitudine e saggezza, fossero in gran parte simili in due culture notevolmente diverse: una regione rurale dell'Italia meridionale e un’area urbana e suburbana degli Stati Uniti, con differenti lingue e un background storico, culturale e socioeconomico unico», ha affermato Salvatore Di Somma, professore di medicina d'urgenza all'Università di Roma La Sapienza.

Gli scienziati sono voluti andare più a fondo cercando di scoprire quali componenti della saggezza fossero maggiormente associate a un minor rischio di solitudine e di conseguenza a una salute generale migliore. 

Ebbene, sembrerebbe che i tratti della saggezza che favoriscono maggiormente le relazioni personali siano l’empatia e la compassione. Le persone che si distinguono per la capacità di entrare in sintonia con il prossimo sono quelle meno sole. 

«Se possiamo aumentare la compassione di qualcuno, è probabile che la saggezza aumenti e la solitudine diminuisca. Alla UC San Diego, ci interessiamo di migliorare l'empatia e la compassione per ridurre i livelli di stress e migliorare la felicità e il benessere», ha commentato David Brenner, Mdella UC San Diego Health Sciences.

Ma come si fa ad aumentare i livelli di compassione? La psicoterapia comportamentale conosce alcune tecniche indicate. Tra queste c’è il diario della gratitudine: un resoconto giornaliero delle cose di cui essere grati. Gli esperti assicurano che in questo modo cresce l’atteggiamento compassionevole. 

Lo studio è nato dal progetto Ciao Study (Cilento on Ageing Outcomes Study) lanciato nel 2016 per studiare il segreto della longevità dei centenari del Cilento.