Lo smart working ci ha reso ancora più sedentari. Per stare meglio basta dormire di più e svolgere leggera attività fisica

Il consiglio

Lo smart working ci ha reso ancora più sedentari. Per stare meglio basta dormire di più e svolgere leggera attività fisica

di redazione
Passeggiare per la stanza mentre si è al telefono per lavoro o andare a dormire prima la sera invece di indugiare sul divano di fronte alla televisione, magari sgranocchiando cibo ipercalorico. Basta poco per sopravvivere al smart working. Sonno e movimento migliorano l’umore e la salute

Dalla sedia della scrivania a quella della tavola da pranzo, da quella della tavola da pranzo alla poltrona del salotto. E ritorno. Tra la fase 1 e la fase 3, è cambiato poco: non c’è stato periodo più sedentario di questo, segnato da lockdown e smart working. Qualcuno, per reazione, ha scelto di strafare, trasformandosi improvvisamente nello sportivo che non è mai stato. Ora si scopre che avrebbe potuto contrastare gli effetti negativi dell’inattività anche senza fare troppa fatica.

Basterebbe sostituire il tempo passato seduti con un po’ di sonno in più o con una leggera attività motoria. Qualche suggerimento: la sera invece di restare seduti sul divano a guardare la televisione e, probabilmente sgranocchiare cibo calorico, è bene andare a dormire prima aumentando le ore di sonno, durante le telefonate di lavoro conviene alzarsi e passeggiare per la stanza per tutto il tempo della conversazione invece che restare inchiodati alla postazione di lavoro rimediata in un angolo della casa. Si tratta di piccole accortezze che possono migliorare l’umore e la salute fisica.

I consigli sono basati sui dati raccolti da un gruppo di ricercatori della Iowa State University guidati da Jacob Meyer. Lo studio pubblicato sull’ American Journal of Preventive Medicine ha coinvolto 423 giovani adulti tra i 20 e i 35 anni di età che hanno indossato per 10 giorni un braccialetto elettronico che monitora l’energia consumata. 

Il dispositivo ha permesso ai ricercatori di misurare con precisione il sonno, l’attività fisica e il tempo passato seduti dei partecipanti in maniera molto più oggettiva rispetto alle autodichiarazioni. 

Dall’analisi dei dati è emerso che sostituendo la sedentarietà prolungata con il sonno si riduce lo stress, si sperimenta il buonumore e, inoltre, si dimagrisce. 

Rinunciare alla sedia in cambio di una leggera attività fisica fa bene al corpo e alla mente. Aumentando l’intensità del movimento, poi, i benefici diventano visibili anche sulla bilancia. Comunque, i ricercatori invitano a posizionare l’asticella delle buone intenzioni ad un’altezza raggiungibile: non c’è bisogno di stravolgere i propri ritmi, bastano piccoli cambiamenti per stare meglio. 

«Per le persone potrebbe essere più facile cambiare il comportamento se lo ritengono fattibile e se non viene richiesto un cambiamento sostanziale. Sostituire il tempo passato seduti con delle faccende domestiche o altre attività leggere è qualcosa che tutti possono essere in grado di fare con maggiore costanza rispetto a una corsa di un’ora», ha detto Meyer che ha guidato lo studio.

La ricerca è stata condotta prima della pandemia, ma i risultati sono più attuali che mai. 

«Con tutto quel che sta accadendo in questo momento, questo è uno degli aspetti che possiamo tenere sotto controllo da cui dipende la nostra salute mentale», ha commentato Meyer. 

Recenti stime parlano di una riduzione del 32 per cento dell’attività fisica durante la pandemia, con pesanti conseguenze sulla salute mentale.