Integrazione tra radioterapia e farmaci innovativi, rilancio della formazione specialistica, indicatori condivisi per l’impiego della radioterapia nelle Reti oncologiche regionali. Sono queste, in sintesi, le priorità definite da Istituzioni italiane ed europee, clinici e pazienti in occasione della seconda edizione degli Stati generali della radioterapia oncologica, a Roma giovedì 21 maggio, su iniziativa del presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Ugo Cappellacci.
Tre i cantieri aperti con le Istituzioni per rafforzare il ruolo della radioterapia oncologica nel Servizio sanitario nazionale. Il primo riguarda il percorso regolatorio europeo: indicazioni chiare e condivise per associare in sicurezza radioterapia e terapie farmacologiche. Il secondo cantiere riguarda la formazione: più crediti universitari dedicati, master per radio-oncologi, tecnici e fisici medici, borse di studio per gli specializzandi: obiettivo, invertire la carenza di radio-oncologi e di personale specializzato. Il terzo cantiere è sulla governance delle Reti oncologiche regionali: linee di indirizzo e indicatori, messi a punto e condivisi con Agenas, per monitorare l’effettivo impiego della radioterapia, valutando esiti clinici, qualità della vita, tollerabilità dei trattamenti e accesso equo su tutto il territorio nazionale.
«Gli Stati generali sono ormai un tavolo autorevole e riconosciuto – sostiene Stefano Pergolizzi, presidente dell'Associazione italiana di radioterapia e oncologia clinica (Airo) - che riunisce Istituzioni, comunità scientifica, professionisti e Associazioni dei pazienti attorno a un obiettivo comune: rafforzare il ruolo della radio-oncologia nei percorsi di cura e garantire un accesso più equo a questi trattamenti. Questa sfida richiede un approccio sinergico» aggiunge Pergolizzi, e «come Airo continueremo a stimolare il dialogo con le Istituzioni nell’interesse dei pazienti».
