Il rapporto
Allarme malnutrizione nella Striscia di Gaza: 1 bambino su 6 a rischio deperimento
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    Immagine: Palestinian News & Information Agency (Wafa) in contract with APAimages, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons
Redazione
Secondo il rapporto del Global Nutrition Cluster la carenza di cibo e di acqua sta mettendo a rischio la salute dei bambini palestinesi. La situazione è più grave al Nord dove 1 bambino su 6 è gravemente malnutrito. I pochi alimenti accessibili sono quelli con valori nutrizionali più bassi

Un conto è dirlo con le parole comuni: l’acqua scarseggia, manca il cibo, i bambini soffrono la fame. Un conto è usare i termini specifici, quelli adottati dalle organizzazioni internazionali per descrivere  problemi precisi che comportano precisi problemi di salute: malnutrizione, malnutrizione acuta, deperimento. Con il deperimento, per esempio, che è la forma più grave di malnutrizione si può andare incontro a malattie e morte. Cob la malnutrizione acuta si compromette seriamante la crescita di un bambino. Ebbene, questi termini sono usati con cgognizione di causa nel rapporto del Global Nutrition Cluster sulle condizioni nella striscia, sono puntuali, oggettivi, frutto di valutazioni tecniche.  I risultati degli screening nutrizionali effettuati dagli autori del documento nei rifugi e nelle strutture sanitarie del nord dimostrano che il 15,6 per cento dei bambini al di sotto dei due anni (un bambino s 6) è gravemente malnutrito. Il tre per cento di questi soffre di forme gravi di deperimento, la forma più pericolosa di malnutrizione che espone i bambini al rischio di malattie e di morte se non vengono forniti interventi terapeutici immediati. I dati risalgono a gennaio ed è plausibile che nel frattempo la situazione sia peggiorata. 

Nella parte meridionale della striscia di Gaza, a Rafah, dove gli aiuti sono più accessibili il 5 per cento dei bambini è gravemente malnutrito. 
Il confronto con la situazione pre-conflitto è eloquente: prima delle ostilità, il tasso deperimento nella Striscia di Gaza era dello 0,8 per cento dei bambini sotto i 5 anni. L’attuale tasso di deperimento pari al 15,6 per cento tra i bambini sotto i 2 anni nel nord di Gaza non può che essere il campanello di allarme che avverte che la situazione sta precipitando. 
Il rapporto intitolato “Nutrition Vulnerability and Situation Analysis - Gaza” e rilanciato da un comunicato congiunto di Oms, Unicef e Wordl Food Program, denuncia le difficoltà di reperire cibo e acqua non contaminata per gran parte della popolazione palestinese soprattutto del nord. 

«La Striscia di Gaza è sul punto di assistere a un’esplosione di morti infantili prevenibili, che aggraverebbe il già insopportabile livello di morti infantili a Gaza. Avvertiamo da settimane che la Striscia di Gaza è sull’orlo di una crisi nutrizionale. Se il conflitto non finisce adesso, la nutrizione dei bambini continuerà a crollare, portando a morti prevenibili o problemi di salute che colpiranno i bambini di Gaza per il resto della loro vita e avranno potenziali conseguenze intergenerazionali»,  ha affermato Ted Chaiban,  vicedirettore esecutivo dell’UNICEF per l’azione umanitaria e le operazioni di approvvigionamento. 

La mancanza di cibo e di acqua si traduce in problemi di salute quantificabili per la popolazione. Si mangia poco e si mangia male. 

Il 90 per cento dei bambini di età inferiore ai 2 anni e il 95 per cento delle donne incinte e che allattano consumano appena due o meno di due gruppi alimentari che inoltre sono quelli con il valore nutrizionale più basso. 

Il 95 per  delle famiglie riduce il numero dei pasti e le dimensioni delle porzioni, con il 64 per cento delle famiglie che consuma un solo pasto al giorno.

Nel 95 per cento delle famiglie gli adulti lasciano il cibo ai bambini piccoli.

In media, le famiglie intervistate hanno accesso a meno di un litro di acqua potabile per persona al giorno. Secondo gli standard umanitari, la quantità minima di acqua sicura necessaria in caso di emergenza è di 3 litri per persona al giorno, mentre lo standard generale è di 15 litri per persona, che include quantità sufficienti per bere, lavarsi e cucinare. In queste condizioni aumenta il rischio di ammalarsi. Il rapporto rileva che almeno il 90 per cento dei bambini sotto i 5 anni è affetto da una o più malattie infettive. Il 70 per cento ha sofferto di diarrea nelle due settimane precedenti alla raccolta dei dati, un aumento di 23 volte rispetto al dato di riferimento del 2022. 

«La fame e le malattie sono una combinazione mortale. I bambini affamati, indeboliti e profondamente traumatizzati hanno maggiori probabilità di ammalarsi, e i bambini malati, soprattutto con diarrea, non riescono ad assorbire bene i nutrienti. Quel che sta accadendo è pericoloso e tragico e sta accadendo davanti ai nostri occhi.

Senza un aumento dell’assistenza umanitaria, è probabile che la situazione nutrizionale continui a deteriorarsi rapidamente e su vasta scala in tutta la Striscia di Gaza. Con la maggior parte dei servizi sanitari, idrici e igienico-sanitari gravemente danneggiati, è essenziale che quelli che rimangono funzionanti siano protetti e rafforzati per arginare la diffusione di malattie e impedire il peggioramento della malnutrizione», ha affermato  Mike Ryan, direttore esecutivo del Programma di emergenza sanitaria dell’OMS.

L’UNICEF, il WFP e l’OMS chiedono un accesso sicuro, senza ostacoli e duraturo per fornire urgentemente assistenza umanitaria in tutta la Striscia di Gaza.  «Compresi alimenti nutrienti, forniture nutrizionali e servizi essenziali affinché bambini e donne malnutriti e a rischio possano accedere in sicurezza all'assistenza sanitaria e nutrizionale e ai servizi di trattamento, in particolare neonati e bambini sotto i 5 anni. Gli ospedali e gli operatori sanitari devono essere protetti dagli attacchi in modo che possano fornire in modo sicuro trattamenti e cure critiche. Un cessate il fuoco umanitario immediato continua a fornire la migliore possibilità di salvare vite umane e porre fine alle sofferenze», si legge nel comunicato congiunto.

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