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La commemorazione
La biblioteca del Gemelli intitolata a Giovanni Scambia
Redazione
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    da sinistra, Antonio Gasbarrini, Elena Beccalli, Emma Scambia, Alessandro Sgambato, Luisa Scambia, Anna Fagotti, Daniele Franco
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    da sinistra, Antonio Gasbarrini, Elena Beccalli, Emma Scambia, Alessandro Sgambato, Luisa Scambia, Anna Fagotti, Daniele Franco
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Non soltanto una commemorazione, ma un momento di condivisione e impegno per il futuro. Il 20 febbraio, nella sede romana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, si è svolta la cerimonia di intitolazione della Biblioteca della Facoltà di Medicina e chirurgia, al quarto piano del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, al professor Giovanni Scambia, nel primo anniversario della sua scomparsa.

L’iniziativa è stata presentata come un’occasione per raccogliere e trasmettere un’eredità scientifica e umana alle nuove generazioni di studenti, medici e ricercatori, con l’obiettivo di rafforzare l’impegno nella cura e nell’assistenza quotidiana alle persone malate.

«Oggi tutta la comunità dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e del Policlinico Gemelli rende omaggio a un grande docente e medico e raccoglie un’eredità – ha detto il Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Elena Beccalli, aprendo la cerimonia -. E una biblioteca è forse il luogo migliore come riconoscimento a colui che è stato prima studente, poi giovane medico e professore di questo Ateneo: un visionario dal tratto concreto, davvero un grande maestro».

Alle sue parole si sono affiancate quelle del presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Daniele Franco, che ha ricordato «le tre anime che Giovanni Scambia incarnava: la cura, la ricerca, la formazione, oltre alla sua estrema generosità e all’entusiasmo, uniti a una geniale creatività».

Anche il preside della Facoltà di Medicina e chirurgia, Alessandro Sgambato, ha sottolineato il significato dell’intitolazione: «Si realizza in questa giornata un progetto che era un sogno di molti di noi – ha detto - un piccolo segno tangibile della riconoscenza nostra e di tutte le persone, studenti, colleghi e pazienti, che hanno avuto la fortuna di incontrarlo».

Il direttore scientifico della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS, Antonio Gasbarrini, ha aggiunto: «È come se Giovanni Scambia non fosse mai andato via – ha detto - lo vedevamo ogni giorno, e ora continueremo a vederlo, ricordando un vero esempio della medicina: un uomo esigente, che non si accontentava e non si risparmiava mai».

Il ricordo della famiglia e la Fondazione

Nel corso della giornata è stato richiamato anche il percorso della Fondazione Giovanni Scambia, presentata lo scorso novembre nel campus romano dell’ateneo. Le linee guida – ricerca, sostegno ai giovani, sensibilizzazione ed educazione, assistenza e supporto – ricalcano le tappe del cammino personale e professionale del professore.

Alla cerimonia erano presenti la moglie e la figlia, Emma e Luisa Scambia, che hanno ricordato aspetti della vita familiare e professionale del docente. «Proprio della biblioteca faceva il luogo per incontrarci, in lunghe giornate di studio, quando insieme eravamo studenti», ha ricordato Emma Scambia. E ancora, Luisa Scambia: «Non smetteva mai di amare e praticare lo studio e la ricerca, anche nei giorni liberi, di vacanza, dimostrando a noi tutti che quello del medico è un lavoro instancabile basato sulla passione e sulla dedizione totale».

La celebrazione eucaristica e l’omaggio della comunità

Prima dell’intitolazione, la comunità universitaria e ospedaliera si è riunita nella cappella “San Giovanni Paolo II” del Policlinico per la concelebrazione eucaristica presieduta da S. E. Mons. Claudio Giuliodori, Assistente Ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nell’omelia ha definito il Gemelli «un luogo straordinario - ha detto il vescovo nell'omelia -, il Policlinico Gemelli, dove tutti ogni giorno si spendono con grande dedizione. Come ha fatto anche Giovanni Scambia, nella sua dimensione di studioso, scienziato e uomo solidale che ha accompagnato tante persone nei loro percorsi di cura».

Al termine della celebrazione è intervenuta Anna Fagotti, ordinario di Ginecologia e ostetricia, che ha ricordato la figura del professore a nome dei docenti, degli specializzandi e del personale della Ginecologia oncologica: «Giovanni Scambia è stato un grande maestro per ognuno di noi: è per questo che oggi stiamo vivendo non solo una giornata di preghiera e di memoria, ma anche l’inizio di un nuovo percorso che ci vedrà uniti nel nome del suo insegnamento».

Insieme a lei, Valeria Gallucci, docente in Ginecologia e ostetricia, ha testimoniato le difficoltà affrontate nell’ultimo anno: «Ognuno di noi ha dato il massimo, come una famiglia. Ognuno nel silenzio ha continuato a portare avanti il suo lavoro con dedizione, traendo forza dal grande insegnamento che il Professore ci ha lasciato».

La giornata del 20 febbraio si è così configurata come un momento di memoria condivisa e di rilancio, in un luogo dove assistenza e ricerca continuano a intrecciarsi. L’intitolazione della biblioteca rappresenta un segno permanente di riconoscenza e, nelle intenzioni della comunità accademica e ospedaliera, un riferimento per le generazioni future chiamate a proseguire nel solco tracciato dal professore.


 

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