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Da qualche giorno i pazienti del Policlinico Gemelli di Roma possono accedere a un test di biopsia liquida direttamente in ospedale, senza necessità di inviare i campioni a Centri europei o addirittura oltre oceano, così riducendo i tempi di refertazione e quindi l’attesa di risultati cruciali per le decisioni terapeutiche.
Il test, come spiega Camilla Nero, responsabile dell'Unità Open Innovation del Gemelli, è destinato per ora allo studio della malattia oncologica solida avanzata o metastatica. Il nostro Servizio Sanitario Nazionale, infatti, attualmente ne rimborsa tre indicazioni: mancanza di tessuto tumorale sufficiente per effettuare l’analisi genomica; individuazione della mutazione ERS1 in caso di progressione del tumore della mammella in corso di terapia ormonale; studio delle mutazioni EGFR nel tumore del polmone. In questa fase, la biopsia liquida viene eseguita per valutare la possibilità di prescrivere terapie oncologiche target.
«È un traguardo molto importante per noi - sottolinea il direttore generale della Fondazione Policlinico Gemelli, Daniele Piacentini - reso possibile grazie a una combinazione virtuosa di investimenti strategici, partnership industriali e donazioni filantropiche, come quelle raccolte nell’ultima Charity Dinner del Gemelli. Tutto ciò ci ha consentito l’acquisizione di nuove tecnologie e la formazione del personale a queste nuove expertise. Siamo davvero grati a tutti coloro che hanno scelto di sostenere un progetto ad alto impatto sociale, scientifico e clinico come FPG 360».
Questa collaborazione tra pubblico e privato, sostiene Helmy Eltoukhy, presidente e co-CEO di Guardant Health, «consente un accesso più ampio al profiling del cancro tramite analisi del sangue e alle informazioni genomiche. Portare la nostra tecnologia di biopsia liquida in uno dei principali centri oncologici europei rappresenta un ulteriore passo nella nostra missione di aiutare i clinici di tutto il mondo a creare piani di trattamento più personalizzati e migliorare gli esiti terapeutici».
Il Technology Transfer, precisa infine Antonio Gasbarrini, direttore scientifico del Gemelli, «consiste nell’acquisizione della capacità di svolgere procedure, normalmente effettuate in ambito industriale». Il laboratorio di genomica, sottolinea, «ha dovuto apprendere tutti i passaggi per realizzare un test di biopsia liquida di nuova generazione esattamente come lo farebbe il laboratorio centrale industriale di Palo Alto di Guardant Health, l’azienda con la quale un anno fa abbiamo siglato un accordo. Questo significa che da adesso possiamo effettuare in house questi esami, senza doverli inviare a un laboratorio centrale all’estero, con un notevole risparmio di tempo». Fino alla fine dell’anno il laboratorio processerà solo gli esami interni, ma nel corso del 2026 «ci apriremo anche a richieste provenienti da altri ospedali. Con la prospettiva ulteriore di diventare nell’arco dei prossimi anni un hub per tutto il Centro-Sud Europa, insieme a un laboratorio analogo al nostro, situato presso l’Ospedale Val d’Hebron/VHIO di Barcellona e al Royal Marsden Hospital di Londra, gli unici centri che hanno completato questo processo di acquisizione del Technology Transfer nella regione europea».
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