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Didascalia“La Scuola delle Emozioni – Ricamare Relazioni”
In un’ex scuola elementare trasformata in luogo di incontro, le aule non ospitano più lezioni e registri, ma storie di vita, laboratori artistici e percorsi di condivisione. È qui che prende forma l’esperienza dell’Associazione Oncologica San Bassiano OdV, una realtà che ha fatto della relazione il cuore del proprio modello di accompagnamento ai pazienti oncologici e alle loro famiglie.
Il docufilm “La Scuola delle Emozioni – Ricamare Relazioni”, diretto da Manuele Cecconello, entra in questo spazio e ne racconta l’essenza con uno sguardo intimo e partecipe. Non si tratta semplicemente della narrazione di un’associazione, ma della restituzione di un metodo: un approccio che integra sostegno emotivo, creatività e comunità nel percorso della malattia.
L’esperienza è stata presentata alla Camera dei Deputati, in un incontro nato su iniziativa del Deputato Silvio Giovine.
Un luogo che cambia significato
Il titolo del documentario non è casuale. “La Scuola delle Emozioni” è una metafora concreta: banchi e lavagne hanno lasciato il posto a tavoli di lavoro condivisi, tele, fili, colori, parole. L’edificio conserva la memoria della sua funzione originaria, ma oggi è diventato un laboratorio permanente di relazioni.
Qui l’arte non è un’attività accessoria, bensì uno strumento di espressione e di rielaborazione. Attraverso attività creative e momenti di ascolto, i pazienti trovano uno spazio protetto in cui raccontarsi, riconoscersi e sostenersi reciprocamente. Il “ricamare relazioni” evocato nel sottotitolo diventa un’immagine potente: come un tessuto che prende forma punto dopo punto, così si costruisce una rete di legami che sostiene nei momenti di fragilità.
Un modello che mette al centro la persona
Il tratto distintivo dell’Associazione Oncologica San Bassiano OdV è un approccio che guarda alla persona nella sua interezza. La malattia oncologica non viene affrontata solo sul piano clinico, ma anche su quello emotivo e relazionale. L’accompagnamento coinvolge non solo i pazienti, ma anche le famiglie, riconoscendo l’impatto profondo che il percorso di cura ha sull’intero nucleo familiare.
Il lavoro quotidiano dell’associazione si fonda su ascolto, condivisione e partecipazione attiva. I laboratori artistici, i momenti di gruppo, gli spazi di dialogo diventano occasioni per rielaborare paure, incertezze e speranze. In questo contesto, la comunità assume un ruolo terapeutico: il confronto con chi vive esperienze simili riduce il senso di isolamento e rafforza la capacità di affrontare le difficoltà.
Oltre l’assistenza: una comunità che genera speranza
L’esperienza della San Bassiano dimostra che la qualità della vita durante il percorso oncologico può essere significativamente migliorata quando alla terapia si affianca un sostegno umano strutturato. La forza del modello sta proprio nella sua capacità di creare una comunità viva, in cui ciascuno è parte attiva e non semplice destinatario di aiuto.
“La Scuola delle Emozioni – Ricamare Relazioni” racconta tutto questo: non solo un progetto, ma una visione della cura in cui la dimensione emotiva e relazionale è riconosciuta come elemento fondamentale del benessere. Una visione che invita a ripensare il concetto stesso di assistenza, mettendo al centro dignità, partecipazione e speranza.
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