Il disegno di legge delega per la riforma del Servizio sanitario nazionale approvato di recente dal Consigli dei ministri rischia di «acuire le disuguaglianze» e perciò si rende «necessario un confronto vero e strutturato per non compromettere equità e universalità».
A scriverlo è Cittadinanzattiva in una lettera aperta con la quale si appella al ministro della Salute, Orazio Schillaci, affinché venga prevista un reale .
A destare «forti preoccupazioni» sono in particolare due ordini di criticità, nel merito del ddl delega e rispetto al percorso con cui è stato elaborato.
Secondo Cittadinanzattiva il testo «non sembra affrontare con la necessaria chiarezza le cause strutturali e profonde della crisi che affligge il sistema sanitario. In particolare, nel merito, la riforma appare eccessivamente focalizzata sulla centralità degli ospedali, con una particolare enfasi sul rafforzamento delle strutture che già oggi rappresentano un’eccellenza»: «Rafforzare ulteriormente ciò che già funziona, senza un piano chiaro e vincolante per sostenere con interventi mirati le strutture in maggiore difficoltà, rischia di ampliare le disuguaglianze, piuttosto che ridurle» sostiene Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva nella lettera al ministro. «I divari si colmano investendo prioritariamente negli ospedali e nei servizi dei territori più fragili – precisa - assicurandovi standard di qualità, sicurezza, dotazioni e personale adeguati».
Il disegno di legge delega, prosegue Cittadinanzattiva, «appare inoltre lacunoso nel delineare risposte chiare ad alcune delle grandi sfide del nostro tempo, tra cui l’invecchiamento della popolazione, il drammatico aumento delle cronicità e della non autosufficienza, e la crescente necessità di rispondere a bisogni socio-sanitari complessi. Il collegamento tra la prevista riforma ospedaliera e quella dell’assistenza territoriale, in particolare, resta poco chiaro».
Il ddl delega, inoltre, è stato predisposto e presentato «in maniera piuttosto inaspettata e improvvisa senza una preventiva e strutturata condivisione con gli attori sociali, le organizzazioni di cittadini e pazienti e, fatto non secondario, gli stessi professionisti sanitari». «Riformare un pilastro del welfare come il Ssn senza un confronto aperto e partecipato – sostiene ancora Mandorino - rischia di indebolire la legittimità e l’efficacia stessa dell’intervento, alimentando la diffidenza crescente che allontana i cittadini dalle istituzioni». Inoltre, nella sua attuale formulazione, il testo sarebbe «privo di un perimetro ben definito di criteri e princìpi direttivi che possano orientare in modo chiaro il successivo iter parlamentare e i decreti legislativi attuativi».
Pertanto, nel dichiarare la prpria disponibilità, in conclusione Cittadinanzattiva chiede che nel percorso di riforma venga «formalmente prevista una fase di ampio, strutturato e reale coinvolgimento» che non sia soltanto consultiva sia durante l’iter parlamentare sia nella definizione dei decreti attuativi. «L’obiettivo – precisa l'Organizzazione - è valorizzare il punto di osservazione unico dei cittadini, dei pazienti, delle persone con fragilità e delle organizzazioni civiche che quotidianamente toccano con mano la distanza o la prossimità tra i principi fondanti del Ssn e la loro concreta attuazione».
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