Dall'Italia farmaci plasmaderivati per i pazienti ematologici della Striscia di Gaza

Ponte umanitario

Dall'Italia farmaci plasmaderivati per i pazienti ematologici della Striscia di Gaza

di redazione

Sono 500 mila le unità di Fattore VIII della coagulazione donate dalla Regione Emilia-Romagna che in questi giorni partiranno dall'Italia alla volta della Palestina, destinate ai pazienti con malattie emorragiche congenite residenti nella Striscia di Gaza.

La spedizione, informa una nota, è resa possibile grazie al coordinamento del Centro nazionale sangue (Istituto superiore di sanità) e alle operazioni di ponte aereo umanitario UE (EU HAB) dell’European Civil Protection and Humanitarian Aid Operations (ECHO) che ha in capo la logistica in accordo con la Mezzaluna rossa egiziana e palestinese. I costi del trasporto sono finanziati interamente dalla Commissione europea.

L’attuale situazione di emergenza e crisi umanitaria è stata fortemente denunciata negli ultimi mesi dalle Associazioni di pazienti e dal ministero della Salute palestinese che dallo scoppio delle ostilità hanno richiesto più volte alla Comunità internazionale l’invio di questi farmaci salvavita e l’istituzione di corridoi umanitari. All’appello si sono uniti nei giorni scorsi anche FedEmo (Federazione delle associazioni emofilici italiani) e la Fondazione EMO.

I medicinali plasmaderivati messi a disposizione attraverso invii umanitari eccedono il nostro fabbisogno nazionale e provengono dalla lavorazione del plasma donato da donatori italiani volontari e non remunerati.

La spedizione in partenza si inquadra nel più ampio sostegno che da anni la Cooperazione italiana dedica al miglioramento dei livelli di assistenza sanitaria ai pazienti ematologici palestinesi, in cura per patologie congenite come emofilia e talassemia attraverso il progetto Haemo_PAL finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Il progetto, coordinato dal Centro nazionale sangue e dall’Istituto superiore di sanità, prevede la definizione di protocolli diagnostico-terapeutici; l’implementazione di una cartella elettronica per la gestione clinica delle patologie; l’istituzione di un registro nazionale delle malattie ematologiche congenite; la formazione per i medici specialisti palestinesi e l’invio periodico farmaci plasma-derivati forniti dalle Regioni partner Emilia-Romagna, Marche, Toscana e Umbria.

Una volta valutati gli esiti di questa prima spedizione, precisa la nota, sarà possibile programmarne altre, in modo da incontrare il fabbisogno specifico della comunità dei pazienti e rendere loro accessibile una possibilità di cura.