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DidascaliaImmagine: ©HealthDesk
I pazienti con diabete hanno a disposizione un’arma in più per controllare la malattia. L’Agenzia Italiana del Farmaco ha infatti approvato la rimborsabilità di tirzepatide, il primo e, fino ad oggi, unico farmaco di una nuova classe terapeutica agonista recettoriale di GIP e GLP-1. Il farmaco, contenuto in una penna preriempita facile da usare, è inserito in Nota 100 e può essere prescritto sia dagli specialisti e sia dai medici di medicina generale.
Il diabete colpisce circa 4 milioni di italiani, il 7% della popolazione, con picchi sopra l’8% in Calabria e Campania. Si stima che entro il 2040 la prevalenza aumenterà fino al 9-10%.
«I dati degli Annali di AMD rilevano che solo il 56% delle persone con diabete di tipo 2 raggiunge un valore di emoglobina glicata sotto il 7%, che è il primo grande obiettivo target nel controllo glicemico», spiega Riccardo Candido, presidente dell’Associazione Medici Diabetologi. «I motivi sono molteplici: diagnosi tardiva e inizio del trattamento non tempestivo; inerzia terapeutica da parte dei professionisti che non intervengono in maniera precoce e incisiva nelle modifiche delle terapie qualora il diabete non sia sufficientemente controllato; difficoltà da parte dei pazienti a mantenere adeguati stili di vita in termini alimentazione e attività fisica; utilizzo di terapie fino a qualche tempo fa non del tutto efficaci e gravate dal rischio di ipoglicemia; ridotta aderenza dei pazienti alle terapie; difficoltà a livello regionale di mettere a disposizione rapidamente le innovazioni terapeutiche che oggi sono più efficaci, come tirzepatide; da ultimo, la disequità di accesso alle nuove opportunità terapeutiche e tecnologiche».
Il mancato controllo della malattia non è senza conseguenze. Anzi: quanto più a lungo la glicemia è fuori dai limiti tante più numerose e gravi sono le complicanze a cui vanno incontro le persone con diabete.
«Le principali conseguenze del diabete di tipo 2 sono quelle croniche, dovute al prolungato mantenimento negli anni di elevati valori della glicemia e della tossicità legata agli zuccheri nel sangue», spiega Gianluca Aimaretti, Presidente SIE – Società Italiana di Endocrinologia, Professore Ordinario di Endocrinologia Università del Piemonte Orientale e Direttore Dipartimento di Medicina Traslazionale. «Le principali riguardano il rene, l’occhio, il sistema nervoso centrale e periferico, micro- e macro-circolo, con danni importanti che nel tempo aumentano il rischio di infarto, ictus, e problemi anche a livello epatico, della sfera genitale e del cavo orale. È necessario diagnosticare il più precocemente possibile la malattia diabetica per intervenire con adeguati trattamenti, solo così è possibile rallentare o in qualche caso prevenire le complicanze che talvolta insorgono quando ancora il paziente non sa di essere diabetico e non ha disturbi. Inoltre, gli studi dimostrano che le complicanze possono portare negli anni a gravi disabilità e ridurre l’aspettativa di vita in media di 6-7 anni».
L’approvazione si tirzepatide può aiutare in queste circostanze. Gli studi clinici studi del programma SURPASS hanno dimostrato che il farmaco è in grado di migliorare il controllo glicemico dei pazienti, con una riduzione dell’emoglobina glicata e del peso corporeo; inoltre migliora il controllo della pressione arteriosa e del colesterolo agendo anche sulla prevenzione del danno cardiovascolare e renale. Il farmaco, in più, non è gravato dal rischio ipoglicemia.
«Investire in salute facilitando l’accesso all’innovazione è cruciale per le persone con diabete di tipo 2», commenta dichiara la presidente della Società Italiana di Diabetologia Raffaella Buzzetti,. «L’accesso a terapie innovative può migliorare significativamente gli esiti clinici e la qualità della vita; inoltre, può ridurre il carico clinico e sociale: il diabete di tipo 2 è una malattia cronica con un impatto significativo sulla qualità della vita e sulla società. L’accesso a terapie innovative permette un miglior controllo della glicemia, riducendo il rischio di complicanze come malattie cardiovascolari, insufficienza renale e neuropatie e ciò si traduce in minori ospedalizzazioni e in un miglioramento della qualità di vita. L’innovazione può condurre a migliorare l’aderenza terapeutica: le nuove terapie offrono benefici in termini di tollerabilità ed efficacia, hanno minori effetti collaterali e modalità di somministrazioni più semplici con migliori risultati clinici che motivano a seguire il trattamento con maggiore costanza».
« Tirzepatide non solo migliora il controllo glicemico e riduce i fattori di rischio cardiovascolare ma supporta anche la perdita di peso, un fattore chiave nella gestione della malattia, rispondendo a un bisogno clinico ancora insoddisfatto», commenta Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access Lilly Italy Hub. «Oggi, questo impegno si rinnova con tirzepatide, una terapia innovativa per il diabete di tipo 2, frutto di decenni di ricerca metabolica. Come azienda ci siamo impegnati molto per far sì che tirzepatide potesse essere disponibile per tutti i pazienti che ne avessero bisogno in ogni regione, andando anche a rispondere al problema delle carenze che ha caratterizzato questa classe di farmaci negli ultimi anni».
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