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Egualia: Tagliare il prezzo di rimborso dei farmaci a brevetto scaduto è un errore
Redazione
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La spesa farmaceutica privata cresce mentre la copertura pubblica si riduce, con un aumento del peso economico sui cittadini. In questo contesto Egualia lancia un allarme: intervenire sui farmaci fuori brevetto nella revisione del Prontuario da parte dell’Agenzia italiana del Farmaco potrebbe produrre effetti distorsivi senza contribuire alla sostenibilità del sistema.

L’analisi realizzata da Pharma Data Factory per l’Osservatorio Egualia evidenzia che la spesa territoriale non è fuori controllo, ma segue dinamiche legate a fattori esterni al comparto dei farmaci off-patent. Dopo una fase di stabilità tra il 2019 e il 2023, la farmaceutica territoriale è entrata in una trasformazione trainata soprattutto dai farmaci coperti da brevetto e dall’aumento degli acquisti privati.

Nel 2025 i medicinali in-patent registrano una crescita significativa, mentre quelli fuori brevetto mostrano un andamento quasi stabile (+0,4%). Secondo l’analisi, questo dato conferma la funzione di contenimento della spesa svolta dal comparto off-patent, che continua a garantire volumi elevati e terapie consolidate. Alcune classi storiche, come statine e inibitori di pompa protonica, risultano in calo nella spesa rimborsata dal Servizio sanitario nazionale, mentre cresce la quota sostenuta direttamente dai cittadini.

Proprio gli inibitori di pompa protonica sono tra i primi oggetti della revisione del Prontuario: la loro spesa pubblica è diminuita del 7,7%, a fronte di un aumento dell’8% della spesa privata.

«Non si tratta di un problema di livello della spesa – sostiene Riccardo Zagaria, presidente di Egualia, l'Associazione delle aziende dei farmaci equivalenti, dei biosimilari e delle Value Added Medicines - bensì della sua composizione: i dati presentati da Pharma Data Factory confermano come quella per farmaci non coperti da brevetto sia in costante diminuzione. Un’eventuale revisione del Prontuario che incida ulteriormente su questa categoria rischierebbe di produrre effetti non coerenti con gli obiettivi di sostenibilità complessiva del sistema».

Secondo Zagaria, il contesto geopolitico e l’aumento dei costi di produzione riducono i margini delle aziende, con il rischio che eventuali interventi sui prezzi si traducano in un maggiore onere per i pazienti. «Va contrastato l’aumento della spesa privata – conclude il presidente di Egualia - perché l’incremento dell’acquisto out-of-pocket è il segnale che il Servizio sanitario nazionale sta arretrando su una parte della farmaceutica territoriale scaricando i risparmi realizzati sulle tasche dei pazienti».

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