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“Una vita a metà”
Emicrania, un documentario contro lo stigma
Redazione
Corpo

In Italia circa sei milioni le persone soffrono di emicrania, malattia neurologica spesso erroneamente ridotta a un semplice mal di testa. Colpisce prevalentemente le donne, con un rapporto di tre a uno rispetto agli uomini, ed è particolarmente frequente nella fascia di età compresa tra i 25 e i 55 anni.

Per sensibilizzare il grande pubblico contro lo stigma legato alla malattia è disponibile su Prime Video il documentario «Una vita a metà», scritto e diretto da Donatella Romani e Roberto Amato, prodotto da Telomero Produzioni e realizzato con il contributo non condizionante di AbbVie. Il documentario, con il filo narrativo condotto da Francesca Cavallin, raccoglie le testimonianze di personaggi noti che convivono con l'emicrania: lo stand-up comedian Saverio Raimondo, la giornalista del Corriere della Sera Monica Guerzoni e il canottiere olimpico Matteo Sartori.

«Ascoltare le storie di chi vive con l'emicrania ci ha toccato profondamente» raccontano gli autori Donatella Romani e Roberto Amato. «L'obiettivo del nostro lavoro – aggiungono - è stato duplice: da un lato aumentare la conoscenza della patologia per combattere stigma e pregiudizio di chi considera l'emicrania "un banale mal di testa", e dall'altro incoraggiare i pazienti a chiedere aiuto e rivolgersi agli specialisti perché oggi, grazie all'innovazione, l'emicrania non è più una condizione a cui doversi rassegnare».

Sul fronte terapeutico, la più recente innovazione nella gestione dell'emicrania è rappresentata dai gepanti, una classe di farmaci progettati per il trattamento e la prevenzione della malattia. Agiscono come antagonisti orali del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP), una molecola coinvolta nei meccanismi che scatenano gli attacchi. Nonostante le potenzialità di queste terapie di ultima generazione, però, il loro accesso rimane ancora riservato a una minoranza di pazienti.

«Fare una corretta informazione significa abbattere il muro del pregiudizio, dare dignità sociale alle persone che soffrono di questa malattia neurologica invisibile e spingerle a non rassegnarsi, ricordando loro che la sofferenza non è un destino ineluttabile» interviene Alessandra Sorrentino, presidente dell'Associazione Al.Ce. Alleanza cefalalgici.

«Siamo orgogliosi di aver sostenuto un progetto che mette al centro l'esperienza dei pazienti e contribuisce a diffondere una maggiore consapevolezza dell'emicrania» assicuraIrma Cordella, Corporate Affairs Director di AbbVie Italia.. «Il nostro impegno nella ricerca scientifica nell'ambito delle neuroscienze – aggiunge - va di pari passo con la responsabilità sociale. Crediamo nella comunicazione accessibile, seppur rigorosa e vicina alle persone, come strumento per promuovere una corretta informazione».

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