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La proposta di legge
Fumo: 50 mila cittadini hanno firmato per aumentare di 5 euro il costo delle sigarette
Redazione
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In vista della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio, la Campagna “5 euro contro il fumo” ha raggiunto il traguardo delle 50 mila firme necessarie per presentare al Parlamento la proposta di legge che intende aumentare il costo dei prodotti da fumo. E che, nelle intenzioni dei promotori dell'iniziativa, può portare a una sostanziale riduzione del numero di fumatori in Italia e del costo umano e sociale legato al tabagismo.

La campagna è promossa dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Fondazione Aircper la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom. La raccolta delle firme prosegue per garantire un margine superiore al limite richiesto.

I promotori si dicono «orgogliosi del risultato raggiunto in breve tempo, dopo solo circa quattro mesi dal lancio dell’iniziativa» e ora chiedono al Parlamento di discutere e approvare `quanto prima la proposta normativa, come già fatto per la legge sull’oblio oncologico che ha avuto il via libera dei due rami del Parlamento in breve tempo».

La proposta riguarda l’istituzione di un’accisa specifica di 5 euro per ogni unità di consumo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, inclusi tabacco riscaldato, sigarette elettroniche e liquidi, indipendentemente dal prezzo di vendita e in aggiunta alle accise vigenti. Il gettito derivante dovrà essere destinato al finanziamento e al rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale, con l’obbligo per i ministeri dell’Economia e della Salute di relazionare annualmente al Parlamento sull’impiego dei fondi e sugli effetti di salute pubblica. Si stima una possibile riduzione del 37% del consumo di tabacco, aumentando di 5 euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo, e un gettito annuo di circa 800 milioni di euro.

In Italia, fuma poco meno del 25% della popolazione adulta (18-69 anni). Il 90% dei casi di tumore del polmone e la metà di quelli della vescica sono determinati proprio dal fumo, che è correlato inoltre a malattie cardiovascolari, come infarto e ictus, e respiratorie, come enfisema, asma e Bpco.

Anche tra i più giovani i dati sono preoccupanti: fuma o “svapa” il 7,5% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni, percentuale che sale al 37,4% tra i 14 e i 17 anni. Il fenomeno del policonsumo interessa oltre il 70% dei fumatori delle scuole superiori.

«L’industria del tabacco commercializza in modo aggressivo i nuovi prodotti a base di nicotina, come sigarette elettroniche , spesso mascherati da innovazione, per alimentare la dipendenza e reclutare nuovi consumatori» sostengono Aiom, Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom. «Queste strategie rischiano di vanificare i risultati faticosamente raggiunti nel controllo del tabacco e nella salute pubblica». Inoltre, aggiungono, l’industria del tabacco ha un notevole impatto ambientale: per produrre una singola sigaretta servono 3,7 litri di acqua e 3,5 grammi di petrolio, con un’emissione di 4 grammi di CO2. Si stima che, per azzerare l’effetto serra prodotto da un singolo fumatore, sarebbe necessario piantare oltre 130 alberi e farli crescere per dieci anni.

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