Definire standard comuni europei in materia di salute urbana e qualità della vita, integrando le politiche sanitarie, ambientali, sociali, urbanistiche e dell'innovazione attraverso un approccio multidisciplinare basato sulle evidenze scientifiche. È questo lo scopo della European Urban Health & Wellbeing Policy Platform 2030, la cui assembkea costituente si è tenuta giovedì 9 luglio a Londra.
Durante l'incontro è stato ufficializzato l'ingresso di Health City Institute tra i membri fondatori dell'organismo, che coinvolgerà le principali città e aree metropolitane di Italia, Regno Unito, Francia, Spagna, Germania, Danimarca e Paesi Bassi, con un'estensione prevista a Belgio, Portogallo, Svezia, Norvegia, Finlandia e Grecia. Si va così consolidando una rete continentale dedicata alla cosiddetta Urban Health, la salute nei contesti urbani.
Il consorzio, che riunisce dieci Istituti di ricerca indipendenti, funzionerà come rete permanente per la produzione di analisi e raccomandazioni destinate alle Istituzioni europee, ai Governi nazionali, alle amministrazioni locali e agli altri soggetti coinvolti nelle politiche urbane.
Nel corso della riunione è stato affidato a Health City Institute e al suo presidente, Federico Serra, il coordinamento della rete degli Istituti aderenti, con il compito di promuoverne le attività scientifiche e favorire la collaborazione internazionale. Il lavoro sarà seguito da un board istituzionale e accademico con sede a Londra, composto da rappresentanti delle Istituzioni europee e del mondo della ricerca.
Le attività riguarderanno i principali determinanti della salute in circa cento Functional Urban Areas (FUA), le aree urbane funzionali europee, attraverso programmi di ricerca e valutazione delle politiche pubbliche condotti insieme a Governi, sindaci delle aree metropolitane coinvolte e Istituti di ricerca, con l'obiettivo di costruire modelli condivisi di governance urbana orientati a salute, sostenibilità ed equità.
Tra le priorità del consorzio anche lo sviluppo di nuove competenze professionali che integrino salute, pianificazione urbana, ambiente e sport, valorizzando l'esperienza di Health City Institute nell'ideazione della figura dello Sport & Health City Manager, indicata nel 2024 tra le cinque migliori pratiche globali per lo sviluppo sostenibile delle città dal report Health Drives Wealth di Economist Impact.
«Per la prima volta – sottolinea Serra - prende forma una rete stabile che mette in connessione Istituti di ricerca, Governi, amministrazioni locali e comunità scientifica con l'obiettivo di sviluppare standard comuni europei, produrre evidenze scientifiche e trasformarle in politiche pubbliche capaci di migliorare concretamente la salute e la qualità della vita dei cittadini. L'affidamento a Health City Institute del coordinamento della rete degli Istituti di ricerca aderenti rappresenta un riconoscimento del lavoro che abbiamo sviluppato in oltre un decennio per affermare il paradigma della Urban Health. Metteremo a disposizione del consorzio l'esperienza maturata in Italia – conclude Serra - contribuendo alla costruzione di programmi condivisi di ricerca sui determinanti della salute nelle circa cento Functional Urban Areas coinvolte».
