occhiello
Il Piano del Governo
L'Anaao: nel Recovery Plan «fondi insufficienti per la sanità»
Redazione
Corpo

Il Recovery Plan del Governo destina alla sanità solo il 4,3% delle risorse del programma europeo Next Generation: «Un fatto grave ma certo non inatteso, specie per chi, come l’Anaao Assomed, ha da subito, ma invano, chiesto i 37 miliardi del MES, temendo che nella ripartizione del fondo generale la sanità pubblica avrebbe fatto, tra tanti vasi di ferro, il vaso di coccio, cui destinare le briciole, se non gli avanzi».

È inequivocabile la bocciatura del documento del Governo da parte della principale sigla sindacale della dirigenza medica, veterinaria e amministrativa del Servizio sanitario nazionale.

«È chiaro», sostiene l’Anaao Assomed, che il Governo non considera la sanità una priorità dell’agenda politica e «sceglie di chiudere gli occhi davanti alle difficoltà storiche e alle evidenti falle strutturali, amplificate e messe a nudo dalla pandemia, di un Ssn che non riesce più a garantire accessibilità, equità e qualità delle prestazioni erogate». Dopo «le palate di retorica, le chiacchiere e gli annunci su una ritrovata centralità, la sanità pubblica viene lasciata alla deriva – secondo il sindacato - affossando il corposo e ambizioso piano di rilancio da 68 miliardi del ministro della Salute».

Il Recovery Plan del Governo, osserva l'Anaao Assomed, si ricorda dei medici solo per sostenere che il loro numero «è “superiore al valore europeo” e che c’è solo “una carenza significativa in alcune specializzazioni”, tra le quali nemmeno cita l’emergenza/urgenza». Ma lo stesso Governo, prosegue il sindacato, non considera che sono i medici più anziani al mondo, «pronti a un massiccio esodo pensionistico» e «con scarse possibilità di sostituzione vista la fallimentare programmazione dei fabbisogni specialistici».

Il Governo «non ha la percezione di quanto sta accadendo negli ospedali, della stanchezza, dello stress fisico e psichico, dell’angoscia e della frustrazione che accompagnano il triste corteo delle morti». E nemmeno «ha a cuore le insopportabili attese» dei cittadini con malattie diverse da Covid-19, che vengono così «spinti nelle braccia di un privato che si va riorganizzando come pilastro paritario».

In tal modo, avverte infine il sindacato, non sarà possibile resistere né alla seconda né alla terza ondata della pandemia e al Governo dovrà essere «addebitata la responsabilità di impedire, di fatto, il risorgimento della sanità pubblica nazionale».

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.

Su argomenti simili

Per quasi il 50% dei giovani ricerca e salute sono temi prioritari per la società, più rilevanti anche rispetto a questioni come transizione ecologica, digitalizzazione, competitività e cultura (che si fermano invece rispettivamente al 21,6% e 15,9% del campione).

È quanto risulta da una ricerca condotta dal Politecnico di Milano su 460… Leggi tutto