Via libera negli Usa alla carne coltivata in laboratorio. Si parte con il pollo derivato da cellule animali

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Via libera negli Usa alla carne coltivata in laboratorio. Si parte con il pollo derivato da cellule animali

di redazione
Gli enti regolatori statunitensi hanno concesso l’autorizzazione al commercio di carne coltivata il laboratorio da cellule animali. Entrambe le aziende producono pollo. È l’inizio di una nuova era? Più rispettosa del benessere animale e dell’ambiente? I consumatori per ora sono scettici

Sa di pollo, ha l’aspetto del pollo, ed è effettivamente pollo senza però esserlo mai stato. Potrebbe finire nel piatto di chi frequenta il ristorante esclusivo Bar Crenn di San Francisco o uno dei locali di Washington gestiti dallo chef pluristellato Jose Andrés.

Quella che tra poco potrebbe essere consumata da chi se lo può permettere, perché i prezzi sono ancora alti, è la prima carne realizzata in laboratorio a partire dalle cellule dell’animale a entrare nel mercato. A scanso di equivoci: è carne, carne a tutti gli effetti, non è un’alternativa come l’ hamburger vegano fatti proteine vegetali.

Il Dipartimento dell’Agricoltura, una volta ricevuta dalla Food and Drug Administration la certificazione di sicurezza per la salute, ha dato il via libera a due aziende californiane, Upside Foods e Good Meat, a vendere carne “coltivata” non proveniente da animali macellati, inaugurando forse una nuova era dei consumi alimentari, più rispettosa del benessere animale e dell’ambiente. 

La carne coltivata viene realizzata utilizzando cellule che provengono da un animale vivo, un uovo fecondato o una banca speciale di cellule immagazzinate. Il prodotto di Upside ha l’aspetto iniziale di grande fogli che vengono poi lavorati per assumere le forme tradizionali della carne macellata,  come le cotolette o le salsicce. Nei laboratori di Good Meat gli ammassi di cellule sono  trasformati direttamente in cotolette, crocchette, nuggets e spiedini.

Immagine: © Eat Just, Inc.

La procedura per realizzare la carne in laboratorio è complessa, lunga e costosa. Per questo non sarà possibile avviare una produzione su larga scala in tempi rapidi, probabilmente ci vorrà un paio di anni prima di potere consumare il nuovo alimento nei ristoranti e almeno sei anni prima che finisca sugli scaffali dei supermercati. 

Il processo comincia con l’attenta selezione delle cellule degli animali di qualità migliore che vengono poi immerse in una miscela composta di aminoacidi, acidi grassi, zuccheri, sali, vitamine e altri elementi che gli permettono di crescere. 

All'interno di grandi vasche di alluminio, le cellule proliferano rapidamente e formano il composto base che viene poi trasformato nella forma desiderata. 

Entrambe le aziende hanno già organizzato eventi pubblicitari che prevedevano l’assaggio di piatti a base dei loro prodotti. I giornalisti dell’Associated Press che hanno raccolto le testimonianze degli invitati riportano che l’unica differenza osservata rispetto a un filetto di pollo classico era il colore più pallido della carne coltivata. 

Ma il consumatore “tipo” non sembra apprezzare la novità.  

I risultati di un recente sondaggio condotto dall'Associated Press-NORC Center for Public Affairs Research lo confermano.   La metà degli adulti statunitensi ritiene improbabile la sua scelta di mangiare carne coltivata utilizzando cellule di animali. Potendo scegliere tra una nutrita lista di opzioni le ragioni di questa riluttanza, la maggior parte degli intervistati si giustificava dicendo semplicemente che gli "sembrava strano". Circa la metà ha dichiarato inoltre di non fidarsi della sicurezza del prodotto per la salute.