Mielofibrosi, via libera della Commissione europea a momelotinib

Farmaci

Mielofibrosi, via libera della Commissione europea a momelotinib

di redazione

La Commissione europea ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio di momelotinib, un inibitore orale di JAK1/JAK2 e del recettore dell'attivina A di tipo 1 (ACVR1), in monosomministrazione giornaliera. Momelotinib è il primo medicinale autorizzato nell'UE per la splenomegalia (milza ingrossata) e i sintomi correlati alla malattia in pazienti adulti con anemia da moderata a grave affetti da mielofibrosi primaria, mielofibrosi post policitemia vera o mielofibrosi post trombocitemia essenziale e affetti da Janus chinasi (JAK), naïve agli inibitori o che sono stati trattati con ruxolitinib.

Si stima che in Europa la mielofibrosi colpisca una persona su 10 mila. Circa il 40% dei pazienti presenta anemia da moderata a grave al momento della diagnosi e comunque quasi tutti svilupperanno anemia nel corso della malattia. I pazienti affetti da mielofibrosi con anemia necessitano di ulteriori cure di supporto, comprese le trasfusioni, e oltre il 30% interromperà il trattamento proprio a causa dell'anemia.

L'autorizzazione UE di momelotinib «rappresenta un progresso significativo per i pazienti indicati affetti da mielofibrosi – commenta Francesca Palandri, del S. Orsola-Malpighi, ospedale Universitario di Bologna - e in particolare per quelli affetti da anemia da moderata a grave che necessitano di nuove opzioni terapeutiche per ridurre il carico correlato alla malattia. La disponibilità di un’unica terapia per le principali manifestazioni della mielofibrosi è un chiaro passo avanti».

L'autorizzazione di momelotinib si basa sullo studio di fase III MOMENTUM e su una sottopopolazione di pazienti adulti con anemia da moderata a grave dello studio di fase III SIMPLIFY-1.

«Fino a ora non esistevano opzioni specificatamente indicate per trattare questi sintomi in pazienti che soffrono anche di anemia. L’autorizzazione di momelotinib offre una nuova opzione terapeutica con un meccanismo d’azione differenziato» sottolinea Nina Mojas, vicepresidente senior, Oncology Global Product Strategy di GSK.