Nasce la Carta di Roma: per salute e ambiente il futuro è adesso

L'appello

Nasce la Carta di Roma: per salute e ambiente il futuro è adesso

di redazione

Non c'è più tempo: per evitare che gli effetti dei cambiamenti climatici possano avere una tragica evoluzione sui destini dell'umanità bisogna cominciare fin da ora a garantire l’equilibrio degli ecosistemi, invertire la tendenza e indirizzarla verso un consumo sostenibile che rispetti la natura e protegga la salute.

È questo l'avvertimento che si coglie dalle indicazioni contenute nella Carta di Roma, siglata mercoledì 5 dicembre a conclusione del primo simposio Health and Climate Change che si è tenuto all’Istituto superiore di sanità, dove per tre gioni si sono incontrati e confrontati 500 ricercatori esperti su salute e cambiamenti climatici.

La Carta è articolata in ventiquattro raccomandazioni relative ai diversi temi in cui i determinanti ambientali influenzano fortemente la salute e vuol essere un indirizzo trasversale a tutte le politiche. È rivolta a tutte le parti sociali, da quelle che rappresentano il mondo industriale e quello politico fino ai singoli cittadini perché si possa garantire la qualità della vita, la salute e il benessere nel prossimo futuro.

«Questa Carta, la prima che indica le azioni capaci di contrastare i rischi che i cambiamenti climatici causano alla salute, non è un’enunciazione di principi – spiega Walter Ricciardi, presidente dell’Iss – ma vuol essere un richiamo alle responsabilità di tutti, soggetti pubblici e privati, decisori politici e semplici cittadini affinché ognuno faccia la propria parte per tutelare la salute collettiva. La comunità scientifica non poteva esimersi da questa responsabilità – aggiunge - ed è per questo che ha sentito il bisogno di riunirsi e indicare le azioni che, sulla base delle evidenze scientifiche, sono necessarie per evitare una catastrofe che colpirebbe in primis bambini e persone fragili».

Il nostro futuro, avverte la Carta, non può prescindere né da una tecnologia pulita che impatti il meno possibile sull’ambiente, né dal risparmio dell’acqua, del cibo e del suolo e dal riutilizzare il più possibile le materie prime. Inoltre, parchi e aree protette, che sono fonte di salute, vanno promosse e rappresentano una priorità per tutelare la salute dei bambini.

«Qui nel simposio è nata una comunità che osserverà costantemente la qualità delle azioni prodotte dai diversi Paesi e dalle diverse realtà sociali in relazione a ciò che può causare cambiamenti climatici che influenzano negativamente la salute» sottolinea ancora Ricciardi. «Il nostro prossimo appuntamento sarà a Boston a settembre 2019, ci confronteremo sullo stato dell’arte, aggiorneremo le indicazioni sulla base delle nuove evidenze e offriremo nuovamente le nostre conoscenze a servizio dei cittadini che abitano il pianeta. Ma anche i cittadini hanno un ruolo importante in questa sfida – conclude il presidente dell'Iss - perché a proteggere la natura, e perciò la salute di tutti, si comincia a casa propria».